
MODICA, 06 Luglio 2026 – Il 30 giugno 2026 ha segnato una linea di demarcazione fondamentale per il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, rappresentando il termine ultimo per il completamento degli interventi finanziati e l’avvio formale dei relativi obblighi di rendicontazione. Con il superamento di questa data cruciale, l’attenzione politica e amministrativa si sposta inevitabilmente sulla verifica dei risultati concreti sul territorio. In questo contesto, il consigliere comunale del Partito Democratico di Modica, Giovanni Spadaro, ha presentato un’interrogazione a risposta scritta indirizzata al Sindaco e all’Amministrazione comunale per fare piena luce sullo stato di attuazione delle opere finanziate dal PNRR in città.
L’iniziativa nasce dalla ferma convinzione che il Consiglio comunale debba conoscere nel dettaglio il reale stato di avanzamento dei progetti e le eventuali criticità emerse lungo il percorso. L’obiettivo principale è comprendere la percentuale effettiva di avanzamento amministrativo, finanziario e dei lavori per ciascun intervento di competenza del Comune di Modica, con dati rigorosamente aggiornati alla scadenza di fine giugno.
Attraverso l’atto ispettivo, Spadaro chiede all’Amministrazione di fare una netta distinzione tra i progetti che hanno raggiunto gli obiettivi previsti nei tempi, completati con la redazione del certificato di ultimazione dei lavori, e quelli che invece non sono riusciti a conseguire le percentuali o i target richiesti dalla normativa. Il rischio più temuto è infatti quello di un definanziamento, totale o parziale, delle opere. Per questa ragione, il consigliere sollecita l’esecutivo cittadino a chiarire quali siano i progetti eventualmente a rischio, le motivazioni alla base dei ritardi e quali iniziative urgenti si intendano adottare per garantire il completamento delle opere rimaste incompiute.
Un altro nodo centrale dell’interrogazione riguarda l’impatto economico sul bilancio dell’ente. Spadaro chiede infatti di quantificare le potenziali ricadute finanziarie sulle casse comunali, ponendo l’accento in particolare sui lavori eseguiti entro il 30 giugno ma non ancora pagati, e su quegli interventi per i quali non è stato ancora prodotto il certificato di ultimazione o di regolare esecuzione.
Per ottenere una fotografia nitida della situazione, il consigliere ha richiesto la trasmissione di un prospetto analitico dettagliato. Questo documento dovrà contenere, per ogni singola opera, elementi fondamentali come il titolo dell’intervento, l’importo finanziato e quello già rendicontato, le percentuali di avanzamento fisico e finanziario, lo stato dell’arte della rendicontazione, le date previste ed effettive di fine lavori, nonché le criticità riscontrate e le contromisure adottate dal Comune.
Si tratta, secondo il consigliere Spadaro, di un passaggio informativo non più differibile. La trasparenza sull’utilizzo di risorse straordinarie come quelle del PNRR rappresenta un dovere nei confronti della cittadinanza e uno strumento indispensabile per consentire all’organo consiliare di esercitare pienamente le proprie funzioni di indirizzo e di controllo democratico sull’operato della giunta.



2 commenti su “Fondi PNRR a Modica: Spadaro chiede chiarezza sui progetti dopo la scadenza del 30 giugno”
Consigliere Spadaro,
I soldi del decantato PNRR ricordiamolo, sono a debito con i relativi interessi e non a fondo perduto. Questo diciamolo a scanso di equivoci e che magari qualcuno pensa siano soldi elargiti per la nostra simpatia. Un debito pubblico di 220 Miliardi che Conte, il Pd e il supremo Draghi si sono vantati di avere ricevuto alla faccia di altri paesi che ne hanno ricevuti di meno. Addirittura il Supremo Draghi voleva prendere anche il MES ma per fortuna glielo hanno bocciato. Ormai sono passati diversi anni e di questi miliardi nessun cittadino italiano ne ha percepito l’utilità e tantomeno ne ha tratto dei vantaggi sociali, culturali, sanitari, infrastrutturali, economici ed altro. Il sig. Salvini ad esempio qualche miliardo lo ha buttato (o regalato) ad ingegneri e architetti per progettare (non realizzare) il suo immaginario ponte ove l’altro scappato di casa, il leggendario Tajani diceva che serviva per fare passare i carri armati per combattere la Russia.
Ora Spadaro chiede conto e ragione di come sono stati spesi questi soldi con una rendicontazione trasparente nei confronti dei cittadini ma credo che nessuno gli darà ascolto atteso che i capi che stanno a Roma hanno blindato questo straordinario e inaccessibile PNRR.
Nella sostanza a noi cittadini spetterà pagare il debito con gli interessi per i prossimi 50 anni senza sapere cos’abbiamo ricevuto in cambio quando tutto è rimasto fatiscente come prima. A parte il polmone verde di V.le Medaglie D’Oro che diventerà presidio dell’Islam.
Naturalmente, in questa vicenda si infilano anche parecchie bugie. Chi si è vantato del Superbonus è stato Conte; Draghi, invece, si è sempre mostrato molto più scettico. Quando arrivò a Palazzo Chigi, però, il meccanismo era già stato avviato e smontarlo sarebbe stato politicamente impossibile.
Se Draghi avesse tentato di bloccarlo o ridimensionarlo in maniera significativa, sarebbe stato immediatamente sfiduciato da chi quel sistema lo aveva sostenuto: il M5S, ma anche Forza Italia e Lega, ben felici di alimentare un provvedimento che distribuiva miliardi e consentiva a molti imprenditori di incassare crediti d’imposta a beneficio proprio e dei propri circuiti.
La differenza è sostanziale: Conte quel provvedimento lo ha voluto, lo ha rivendicato e ne ha fatto una bandiera politica, senza avere la minima consapevolezza dei danni che avrebbe prodotto sui conti pubblici. Draghi, al contrario, ne ha ereditato le conseguenze e, alla fine, è stato proprio il M5S a far cadere il suo governo allorché voleva metterci mano, in primis per i gassificatori.
Per questo trovo profondamente sbagliato mettere Conte e Draghi sullo stesso piano. Poi ognuno è libero di raccontarsi la storia che preferisce. Se Draghi vi sta antipatico, nessun problema: votate pure “Giuseppi”, l’uomo che è riuscito a governare con destra, sinistra e populisti, purché restasse saldamente seduto sulla sua poltrona.
Lo scrivo per estrema chiarezza, perché una parte della sinistra continua a trasformare Conte in una sorta di salvatore della patria, dimenticando le responsabilità politiche che porta sulle spalle. La memoria, evidentemente, è molto selettiva, lei cosa ne dice Spadaro? Non è così? O forse pensa che Conte può cambiare le sorti dell’Italia, le anticipo che Conte, invece, distruggerà la poca sinistra che in Italia c’è.