Pozzallo, non ci sono i numeri in Consiglio. Rinviata l’esternalizzazione della riscossione coattiva dei tributi

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POZZALLO, 04 Giugno 2026 – Il Consiglio Comunale di Pozzallo ha deciso di congelare la delicata delibera riguardante l’atto di indirizzo per l’esternalizzazione a privati del servizio di riscossione coattiva delle entrate tributarie e patrimoniali dell’ente. Il punto, che ha registrato l’acceso confronto tra l’amministrazione guidata dal sindaco Roberto Ammatuna e le forze di opposizione, è stato infine rinviato a data da destinarsi con 7 voti favorevoli e 2 contrari.
Ad aprire la discussione sul quarto punto all’ordine del giorno è stato l’assessore al Bilancio e vicesindaco, Raffaele Monte, introducendo l’argomento con metà aula consiliare vuota causa assenza di alcuni consiglieri. Secondo la ricostruzione della giunta, la scelta di affidarsi a un soggetto privato iscritto all’albo ministeriale nasce da una precisa richiesta degli uffici interni, strutturalmente impossibilitati a gestire la mole della riscossione coattiva e il recupero dell’evasione. Monte ha difeso l’atto presentandolo come uno strumento necessario per garantire l’equità fiscale tra i cittadini (ricordando che solo il 54-55% dei pozzallesi paga regolarmente le tasse) e fondamentale per sbloccare l’approvazione ministeriale dell’ipotesi di bilancio stabilmente riequilibrato, dopo la dichiarazione di dissesto finanziario dell’ente.
Di tono contrario il fronte della minoranza, che ha espresso totale contrarietà all’ingresso dei privati nella gestione della leva fiscale, un secco “no” all’esternalizzazione. L’opposizione ha sottolineato come una società privata agisca legittimamente per logiche di profitto e con procedure rigide, rischiando di attuare una riscossione “aggressiva” sulle famiglie già in difficoltà economica, a differenza degli sportelli comunali.
Nel corso degli interventi, i consiglieri di minoranza hanno contestato la debolezza procedurale dell’atto, evidenziando l’efficacia degli strumenti pubblici già in possesso dell’Agenzia delle Entrate Riscossione (Ader).
Il dibattito ha inevitabilmente assunto una forte valenza politica. Lo scontro tutto politico è scivolato su aspetti di natura personale. Le opposizioni hanno difatti evidenziato la “perdita della maggioranza consiliare” da parte dell’attuale amministrazione, costretta a navigare in aula senza numeri blindati.
Di fronte a un’aula priva del plenum dei componenti, è emersa la proposta di procrastinare la decisione. La minoranza ha chiesto di riaffrontare la materia in una seduta più partecipata, da far precedere da una conferenza dei capigruppo e dal supporto tecnico del funzionario dell’ufficio tributi. Nonostante l’opposizione di alcuni consiglieri favorevoli all’immediata votazione, la proposta di rinvio è passata a larga maggioranza.
La “patata bollente” della riscossione coattiva viene così temporaneamente accantonata, ma è destinata a tornare al centro dell’agenda politica locale non appena il Consiglio Comunale sarà nuovamente convocato a ranghi completi.

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