
Scicli, 01 Luglio 2026 – “L’uscita dal Piano di Riequilibrio Finanziario Pluriennale (2015/2024) non è il miracolo economico dell’amministrazione in carica, ma il punto d’arrivo naturale di un percorso iniziato anni fa, esattamente il 3 settembre 2014, grazie al coraggio e alla responsabilità di otto consiglieri comunali (Bernardetta Alfieri, Giorgio Vindigni, Guglielmo Scimonello, Guglielmo Ferro, Salvatore Fortino, Mauro Ingallinesi, Salvatore Pellegrino e Rocco Verdirame) che approvarono con delibera consiliare n° 135, il Piano di Riequilibrio Finanziario Pluriennale, evitando il dissesto del Comune”. Questa la replica dell’ex assessore al Bilancio del Comune di Scicli, nella passata giunta Giannone, Guglielmo Scimonello, deciso a smontare la narrazione trionfalistica del sindaco Mario Marino e della giunta attuale in merito alla fine del periodo di predissesto dell’ente. Secondo Guglielmo Scimonello, attribuirsi il merito esclusivo di questo traguardo contabile rappresenta una mistificazione della realtà storica e amministrativa della città. La storia racconta una realtà diversa, considerato che, l’attuale sindaco, non ha mai votato favorevolmente un solo documento contabile. Il risanamento dei conti pubblici è infatti un processo di lungo termine, governato da regole rigide e vincoli di legge che non lasciano spazio a colpi di genio dell’ultimo minuto. “Chi siede oggi a Palazzo di Città – si legge nella nota dell’ex assessore con delega al Bilancio, Guglielmo Scimonello – si è limitato a svolgere il ruolo di semplice notaio. Ha registrato un risultato contabile che era già scritto nell’inerzia matematica del piano, approvato dalla Corte dei Conti nel 2015 e concluso con i risultati conseguiti dall’Ente alla data del 31/12/2024. Il vero lavoro di responsabilità politica, quello doloroso e impopolare di redigere il piano, approvarlo e far quadrare i bilanci sotto la stretta vigilanza della Corte dei Conti e del Ministero, è stato compiuto da chi ha amministrato in precedenza, riconoscendo tutti i debiti fuori bilancio rimasti in sospeso”. Scimonello, sposta poi il focus sui veri protagonisti di questo risanamento: i cittadini. “Se oggi il Comune ritrova la sua autonomia finanziaria, il merito non è di una delibera recente, ma dei pesanti sacrifici economici sopportati dalla comunità negli anni passati. Sono state le tasse al massimo, i tagli drastici ai servizi essenziali e il rigore imposto in precedenza a risanare la massa passiva. L’attuale amministrazione sta solo incassando il raccolto di una semina altrui, dimenticando che il merito principale va alla resilienza della cittadinanza e alla lungimiranza delle passate linee programmatiche dei sindaci Susino e Giannone”. Il comunicato si conclude con un invito alla trasparenza istituzionale: “La fine del predissesto è una buona notizia per la città, ma la politica ha il dovere dell’onestà intellettuale. Amministrare significa riconoscere la continuità dello Stato e delle istituzioni, non appropriarsi indebitamente dei meriti e dei sacrifici altrui per pura propaganda elettorale”.


