Non solo Lampedusa: anche Pozzallo è porta mediterranea dei migranti…di Grazia Dormiente

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Dopo l’annuncio dell’Arcidiocesi di Agrigento della visita pastorale di Sua Santità Leone XIV a Lampedusa — porta mediterranea dei migranti — è necessario ricordare che da tempo migranti arrivano e sono accolti anche a Pozzallo. Solo per questa analogia, e senza alcuna pretesa, avverto un legame con le parole pronunciate dal Papa il 20 giugno 2026 a Sant’Angelo Lodigiano: «Sono qui per rendere omaggio a madre Cabrini, prima Santa degli Stati Uniti d’America e patrona dei migranti». In quella occasione Leone XIV si è soffermato in preghiera davanti alle reliquie e al cuore di Santa Francesca Saverio Cabrini, nata in quella cittadina lombarda nel 1850 e morta nel 1917 a Chicago — città natale del nostro pontefice — celebrandone l’impegno visionario verso i migranti e la Chiesa.
Il 14 novembre 1880, a Codogno, Francesca Saverio Cabrini aveva fondato l’Istituto delle Missionarie del Sacro Cuore di Gesù, con l’approvazione del vescovo di Lodi, Monsignor Domenico Maria Gelmini. Fu poi Papa Leone XIII a indirizzarne il mandato verso l’assistenza materiale e spirituale degli emigrati italiani, in particolare nelle Americhe. È uno straordinario sincronismo che mi ha offerto una profetica visione lapiriana.
La Fondazione La Pira di Firenze ha diffuso alcune settimane fa una testimonianza pubblicata dal Giornale del Mattino del 15 ottobre 1964, durante la visita di La Pira a New York: «La Pira si è recato alla scuola Santa Francesca Cabrini, nella scuola si trova anche la tomba della Santa degli emigranti, a cui l’Istituto è intitolato, e il prof. La Pira si è soffermato presso di essa a pregare…» Quel “cristiano siciliano” — come La Pira amava definirsi — si fermava in preghiera davanti alla tomba della patrona dei migranti. Sessant’anni dopo, il Papa nato a Chicago compie un gesto analogo davanti alle sue reliquie.
E Pozzallo, città natale del Venerabile Giorgio La Pira, attende. Non è forse superfluo ricordare che la Magnifica Humanitas, prima enciclica di Leone XIV, cita esplicitamente La Pira al numero 221, richiamando il suo invito a sostituire il metodo della pace a quello della guerra: un seminatore di speranza, la cui eredità appartiene anche al Mediterraneo che guarda verso Lampedusa e verso Pozzallo.
Grazia Dormiente

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