
Noto/Modica, 28 Giugno 2026 – Un caso politico-finanziario sta scuotendo l’opinione pubblica nel Val di Noto. Al centro della bufera vi è lo stanziamento di fondi pubblici per il celebre show delle Frecce Tricolori, un evento di indubbio fascino ma che ha riacceso i riflessi sulla delicata gestione delle casse comunali della capitale del Barocco.
Secondo quanto emerso dagli atti, la cifra inizialmente preventivata di 110 mila euro sarebbe lievitata fino a raggiungere la quota di 124.691,36 euro, già formalmente impegnati dall’amministrazione netina per coprire i costi organizzativi dello spettacolo aereo, dei concerti e degli stand collaterali. Una somma giudicata “folle” dai movimenti civici e dalle opposizioni locali, specialmente se rapportata alla condizione di dissesto finanziario in cui versa l’ente comunale, un regime giuridico che imporrebbe il massimo rigore e il taglio drastico delle spese non strettamente necessarie. La polemica è riportata da evarconew e rischia di allargarsi a macchia d’olio.
A far traboccare il vaso e a trasformare il dibattito economico in un acceso scontro politico è stata, tuttavia, la scoperta della perdita della tanto declamata “esclusività” dell’evento. Quello che era stato presentato come un appuntamento unico, capace di garantire un eccezionale ritorno d’immagine per la sola città di Noto, si è rivelato un format replicato in simultanea nella vicina Modica. Stesso giorno, stessa configurazione, medesimi stand e identico concerto.
La disparità di trattamento tra i due comuni confinanti appare evidente: mentre Noto si fa carico di oltre 124 mila euro di spesa, Modica ospita l’evento limitandosi a mettere a disposizione i servizi logistici di base (come sedie e gazebo), godendosi lo show a costo zero.
La vicenda ha aperto una riflessione più ampia sulla reale efficacia dei distretti turistici regionali. Da anni le amministrazioni locali promuovono la retorica del “Sud-est della Sicilia” e dei calendari condivisi, ma l’episodio odierno sembra dimostrare una totale assenza di sinergia e di pianificazione integrata. Invece di dividere equamente le spese tra le grandi città barocche, Noto si è assunta l’intero peso finanziario dell’operazione, cedendo gratuitamente i benefici della priorità cronologica e dell’attrattiva turistica ai territori limitrofi.
Dall’amministrazione si attende ora una replica ufficiale che possa chiarire le ragioni alla base di tale scelta gestionale. Nel frattempo, il malcontento tra i cittadini cresce, alimentato dal timore che la città sia passata dall’essere la perla culturale della regione a diventare il bancomat della provincia.


