Metodo costruttivo per il futuro delle aree industriali dismesse: l’appello dell’Ordine degli architetti di Ragusa

Tempo di lettura: 2 minuti

Ragusa, 22 giugno 2026 – La recente demolizione dell’ex area industriale Ancione a Ragusa riaccende il dibattito sul destino delle aree produttive dismesse e sul valore dell’archeologia industriale come strumento di rigenerazione urbana e memoria collettiva. L’Ordine degli Architetti P.P.C. di Ragusa interviene con una riflessione che punta a trasformare la cronaca di un abbattimento in un’occasione di confronto e di visione per il futuro della città.
Secondo l’Ordine, Ragusa deve ripartire dalle proprie radici produttive per costruire una nuova identità culturale ed economica. Le aree industriali nate nel Novecento – dal polo minerario della pietra asfaltica alle raffinerie e ai mulini – hanno rappresentato per decenni il motore dello sviluppo locale. Oggi, in un contesto di globalizzazione che ha progressivamente svuotato questi spazi, la sfida è restituire loro una funzione contemporanea, capace di coniugare memoria e innovazione.
«Non si tratta di sostituire il degrado con nuove sovrascritture progettuali – sottolinea l’Ordine – ma di avviare un processo di riappropriazione collettiva. Serve un metodo costruttivo, partecipato, che parta dai movimenti spontanei e dalle idee di giovani architetti, studenti e associazioni».
L’Ordine propone la creazione di laboratori di “Immaginazione urbana”, aperti alla cittadinanza, per ripensare gli spazi vuoti dell’ex ABCD o delle miniere di Tabuna come luoghi di cultura, musica, riciclo creativo e parchi urbani. «La rigenerazione deve diventare un ponte sociale – si legge nella nota – dove la memoria storica diventa base per la sostenibilità, la cultura e il benessere futuro».
Il riferimento al progetto Bitume, curato da Vincenzo Cascone per FestiWall 2020, è emblematico: un intervento che ha saputo trasformare l’ex polo Ancione in un racconto visivo e simbolico della Ragusa industriale, dimostrando come l’arte possa essere motore di rigenerazione. «Quell’esperienza – osserva l’Ordine – poteva essere l’occasione per un partenariato pubblico-privato, un protocollo d’intesa tra enti e associazioni per un riuso intelligente e condiviso».
La riflessione si estende a tutto il sistema dei distretti produttivi del Novecento – dallo Scalo merci alle miniere di Tabuna, dai vecchi opifici al mulino Curiale – con l’obiettivo di ricucire la “città della produzione” alla “città residenziale”. L’archeologia industriale, sottolinea l’Ordine, non è un vincolo ma una risorsa: «È la via per creare nuovi motori di sviluppo e riconnettere questi siti al tessuto urbano».
Gli esempi internazionali e nazionali – dalla Tate Modern di Londra al Musée d’Orsay di Parigi, dal MAAM di Roma alle Officine Grandi Riparazioni di Torino, fino alle Ciminiere di Catania e ai Cantieri Culturali alla Zisa di Palermo – dimostrano che la trasformazione delle aree dismesse in poli culturali e sostenibili è possibile e genera valore.
«La città – conclude l’Ordine – ha l’obbligo di dotarsi di regole e visioni strategiche chiare, capaci di anticipare l’azione di mercato. Solo così l’archeologia industriale potrà sopravvivere alla speculazione e alle ruspe». Tra le proposte operative, l’Ordine indica la revisione del Piano urbanistico generale (Pug) e l’attivazione di concorsi di progettazione a due fasi, aperti e trasparenti, per garantire qualità e partecipazione. La demolizione dell’ex Ancione, dunque, non deve segnare una fine, ma un nuovo inizio: l’avvio di un percorso condiviso per restituire senso, funzione e futuro ai luoghi della memoria industriale di Ragusa.

© Riproduzione riservata

I commenti pubblicati dai lettori su www.radiortm.it riflettono esclusivamente le opinioni dei singoli autori e non rappresentano in alcun modo la posizione della redazione. La redazione di radiortm.it non si assume alcuna responsabilità per il contenuto dei commenti e fornirà, eventualmente, ogni dato in suo possesso all’autorità giudiziaria che ne farà ufficialmente richiesta.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Articoli correlati

RTM per il cittadino

Hai qualcosa da segnalare? Invia una segnalazione in maniera completamente anonima alla redazione di RTM

UTENTI IN LINEA
Radio RTM Modica
Torna in alto