
MODICA, 22 Maggio 2026 – Non si ferma il dibattito sulla sicurezza a Modica. Nell’arco di appena 72 ore si sono registrati nuovi episodi di microcriminalità, concentrati in particolare nel cuore del centro storico e lungo il Corso Umberto. Fatti recenti che si sommano a una striscia di eventi simili avvenuti negli ultimi mesi, accendendo nuovamente i riflettori sull’ordine pubblico in città.
Sulla vicenda interviene con durezza Antonio Ruta, a nome del Comitato “L’Alternativa Socialista” Modica, chiedendo un’analisi profonda del fenomeno e rifiutando logiche di minimizzazione.
L’Alternativa Socialista mette in guardia dal rischio di sottovalutare la situazione o, peggio, di colpevolizzare chi esprime preoccupazione: “Negare i fatti per paura di ‘danneggiare l’immagine della città’ non è una soluzione, ed anzi finisce per incancrenire il problema, vittima della sua stessa inerzia. Puntare il dito solo sul senso di insicurezza dei cittadini non è più logico, perché innesca meccanismi di colpevolizzazione utili solo ad inasprire i contrasti e alimentare i pregiudizi.”
Secondo Ruta, di fronte a questa escalation è necessario mantenere una mente aperta per focalizzare l’attenzione sulle soluzioni, partendo però da un esame accurato delle cause del disagio per comprenderne l’esatta natura.
Per il comitato socialista, la risposta non può essere esclusivamente repressiva, ma deve investire il tessuto sociale, economico e culturale della città. Vengono così indicati quattro sentieri immediati da percorrere: contrasto al degrado urbano – definito anche come degrado sociale e umano – unito a politiche del lavoro concrete, una lotta serrata all’abuso di sostanze alcoliche e al mercato delle sostanze stupefacenti e attivazione di una rete che includa la popolazione, le scuole, le comunità religiose e i singoli quartieri in percorsi di autoformazione culturale e valoriale.
Superare l’idea di una città vissuta solo come “un palcoscenico di eventi isolati e slegati tra loro”, per trasformarla nel luogo di una crescita comune e di un rinnovato senso di appartenenza collettiva.
“Queste sono solo alcune strade, le più immediate tra le tante che andrebbero percorse, se vogliamo veramente un contesto sano nel quale vivere”, conclude Antonio Ruta, lanciando un appello affinché le istituzioni e le forze sociali cittadine aprano un confronto reale sul futuro di Modica.


