
Ragusa, 16 maggio 2026 – Una differenza ormai evidente e non più ignorabile tra gli standard richiesti alle strutture private e ciò che viene invece tollerato nelle strutture pubbliche. È questo il punto centrale della denuncia della consigliera comunale Rossana Caruso, intervenuta dopo il sopralluogo effettuato ieri pomeriggio negli spogliatoi del campo comunale “Biazzo” – Ex Enal, a seguito delle numerose segnalazioni ricevute da cittadini e giovani atleti che frequentano quotidianamente l’impianto.
Caruso sottolinea come, in qualsiasi struttura privata o azienda aperta al pubblico, condizioni come infiltrazioni, muffa, impianti deteriorati e servizi igienici in stato precario comporterebbero verifiche immediate e tempi certi per il ripristino. Nel settore pubblico, invece, queste criticità vengono troppo spesso considerate “normali”, rinviando gli interventi in attesa di finanziamenti, bandi o risorse esterne.
Secondo la consigliera, il Comune di Ragusa — che negli anni ha più volte rivendicato una situazione finanziaria solida — dovrebbe essere in grado di programmare interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria senza dipendere esclusivamente da fondi esterni, soprattutto quando le criticità sono note da tempo.
Il sopralluogo ha evidenziato una situazione definita “grave e inaccettabile”: soffitti segnati da umidità e muffa, impianti vetusti, tubazioni deteriorate, una caldaia con problemi di funzionamento e pannelli solari non operativi. Locali che, ricorda Caruso, sono utilizzati ogni giorno da giovani sportivi e cittadini e che meriterebbero ben altro livello di cura.
A dicembre l’amministrazione aveva annunciato con entusiasmo il finanziamento per la ristrutturazione degli spogliatoi del Biazzo e dell’Ottaviano, presentandolo come una risposta attesa da ragazzi e famiglie. Tuttavia, la situazione attuale appare — secondo Caruso — molto distante da quella descritta nei comunicati istituzionali.
Per questo motivo la consigliera ha presentato un’interrogazione per chiedere chiarimenti sullo stato dell’iter relativo al finanziamento annunciato, sui tempi previsti per l’avvio dei lavori, sulle verifiche tecniche effettuate sugli impianti e sugli eventuali interventi urgenti che il Comune intenda adottare nell’immediato.
«Non stiamo parlando di opere straordinarie — conclude Caruso — ma di garantire condizioni minime di sicurezza, funzionalità e decoro a chi ogni giorno utilizza questi spazi».


