
Pozzallo, 30 Aprile 2026 – Immaginate un turista che sbarca a Pozzallo, città di mare e Bandiera Blu, convinto di trovarsi in una delle perle del sud-est siciliano. Si avvicina alla palina dell’autobus, a fianco alla statua di Padre Pio, Lungomare Pietrenere, cerca di pianificare il suo spostamento verso Modica, Ragusa o l’aeroporto, e scopre con stupore che la tabella degli orari esposta risale a due anni fa.
Non è un errore di distrazione, ma la fotografia di un disservizio che grida vendetta. In una città che punta tutto sull’accoglienza e sulla mobilità sostenibile, vedere una segnaletica targata 2024 ancora affissa nel 2026 è semplicemente una vergogna. Non solo. La tabella delle partenze è del 2024, quella degli arrivi è ingiallita, poco visibile, abbandonata al suo tragico destino.
La fermata di Padre Pio è uno snodo fondamentale per i cittadini e per chi sceglie Pozzallo come base per le vacanze. Lasciare informazioni obsolete significa condannare l’utente a lunghe attese inutili o, peggio, fargli perdere coincidenze importanti. Non tutti hanno la possibilità di consultare app o siti web in tempo reale, specialmente i turisti stranieri o le persone più anziane.
Com’è possibile che in due anni nessuno si sia accorto che quel cartello è diventato carta straccia? La manutenzione del decoro urbano passa anche, e soprattutto, dalla precisione dei servizi essenziali.
I turisti cinesi che oggi, alle 14,30, ultimo giorno del mese di aprile, hanno visto questo scempio, non sapevano a quale santo del calendario votarsi (ed anche se non conosco il cinese, vi assicuro che quello che ho visto arrabbiarsi, non avrà sicuramente usato neologismi di apprezzamento per il posto).
Pozzallo non può permettersi di restare ferma al passato mentre il resto del mondo corre. Un orario sbagliato non è solo un pezzo di carta vecchio: è un biglietto da visita che dice “qui non ci importa di voi”. La cittadina marinara non merita questo.


