
In Italia, nelle periferie e nei quartieri più fragili, il tema non è più l’accoglienza ma la capacità dello Stato di far rispettare le proprie regole senza esitazioni. Le inchieste televisive, le testimonianze raccolte sul campo, le parole registrate senza filtri mostrano un quadro che non può essere archiviato come marginale: c’è chi parla di norme religiose sopra la legge, chi rivendica modelli familiari incompatibili con i diritti sanciti dalla Costituzione, chi considera negoziabile ciò che in uno Stato di diritto non lo è. Di fronte a tutto questo, il problema non è solo sociale ma anche politico, perché il messaggio che arriva spesso è incerto, sfumato, a volte contraddittorio. Dire con chiarezza che in Italia esiste una sola legge dovrebbe essere il punto di partenza, e invece diventa terreno di cautela, quando non di silenzio, nel timore di perdere consenso o di alimentare polemiche. Ma una linea incerta non rafforza la convivenza, la indebolisce. Il caso di Saman Abbas resta come un monito concreto, non teorico, di cosa può accadere quando diritti fondamentali vengono compressi all’interno di contesti chiusi e impermeabili. Il nodo è tutto qui: senza una posizione chiara delle istituzioni, senza una presenza visibile dello Stato, senza l’affermazione non negoziabile dei principi costituzionali, il rischio è che le differenze si trasformino in fratture e che la convivenza si regga su equilibri sempre più precari. Non si tratta di contrapporre culture o religioni, ma di stabilire un punto fermo: le regole valgono per tutti, e su questo non possono esserci ambiguità. Ma dirlo chiaramente senza equivoci o ambiguità spetterebbe alle istituzioni e ai partiti, ma alcuni non lo fanno. Non lo fanno unicamente per salvaguardare il consenso.



3 commenti su “Integrazione: il silenzio di alcuni partiti indebolisce lo Stato..di Giannino Ruzza”
Non so di quali principi costituzionali parla Ruzza, ma se la politica questa benedetta Costituzione non la legge nemmeno e quindi non conosce nemmeno i contenuti e figuriamoci interpretarla, c’è la possiamo raccontare fra noi e fra noi resterà.
Nelle elezioni comunali ad esempio le liste sono piene di gente improvvisata e totalmente avulsa alla politica. Volti nuovi che leggono un copione scritto a suo tempo da altra gente a servizio dei cittadini e della comunità. Ma oggi ci vuole il consenso se vuoi galleggiare per vivere un periodo nella melma politica, infatti per raccogliere consensi e strapparli agli avversari politici abbiamo bisogno di nuove idee e nuovi volti. Volti mai visti e mai pensati!
A Venezia per esempio i sinistroidi del PD hanno candidato ben 5 musulmani nella lista che chiamano “Azzurra”. A Mestre i bengalesi candidati dal PD quali detentori della morale, dell’etica e dei consensi fanno sapere che imporranno le moschee senza accordo tra comunità musulmana e Stato Italiano.
Ma forse la Boldrini e il suo PD li vuole solo integrare perchè sono quelle persone che faranno il lavoro che non vuole fare il cittadino italiano.
Vabbè che siamo indietro rispetto a Francia e Inghilterra per quanto riguarda l’islam, ma questi nuovi politici cosa ne sanno della nostra Costituzione se nemmeno i “politici regolari” la conoscono? Quindi bisogna martellare sul consenso e sull’idiozia “patriottica” ad oltranza!
Poi se qualcuno glielo dice in faccia gli cantano Bella Ciao e risolvono il problema consenso.
L’immigrazione indiscriminata, presentata anni fa come soluzione a pensioni, manodopera e calo demografico, oggi mostra tutte le sue falle: l’integrazione, spesso menzionata come obiettivo, nella sostanza è stata ignorata. Si è pensato, con superficialità, che “col tempo” tutto si sarebbe sistemato, ma la realtà dimostra il contrario. Una parte degli islamici presenti in Italia non punta all’integrazione, bensì a imporre la sharia al posto delle leggi della Repubblica. A questo si aggiunge un problema ancora più grave: la mancanza di sicurezza e la percezione diffusa di vivere accanto a persone provenienti da culture radicalmente diverse e in conflitto con la nostra. La politica, cieca di fronte a situazioni eclatanti in altri paesi, continua a sottovalutare il rischio e minimizzare. La convivenza si regge su un principio semplice e non negoziabile: rispetto delle leggi in cambio dei diritti. Senza reciprocità e senza sicurezza, l’integrazione non è possibile e la sicurezza è una chimera.
Dott.ssa Faletti,
Di recente Papa Leone esortava le varie religioni e in particolare i musulmani ad essere in pace con i cristiani.
Da oltre oceano ecco come si sono espressi alcuni Imam raccogliendo l’invito del Papa:
– “I cristiani di oggi sono apertamente idolatri”.
– “Insultano Allah dicendo che ha un figlio”.
– “Il primo problema che vedo in America è il cristianesimo”. (Quello che professa Donald Trump)
– “Non stringere amicizia con ebrei e cristiani. Questo è un comandamento di Allah”.
– “Fate tesoro di questi insegnamenti e trasmetteteli ai vostri figli. Insegna loro a odiare tutto ciò che riguarda i Kufar (la miscredenza).
– “Tracciare dei limiti quando si ha a che fare con il nemico. Quando si ha a che fare con l’incredulo. I musulmani superano i miscredenti. Si impegnano alla causa di Allah e non temono critiche dei loro oppositori”.
– “La domanda che (i cristiani) si pongono è: perchè i musulmani ci odiano?
Perchè i musulmani sono pieni di odio verso l’occidente, il Cristianesimo, l’Ebraismo e qualsiasi altra cosa.
Il Corano ci rivela la verità”.
La lista è ancora più lunga ma questo basta per capire cos’abbiamo importato e fra non molto saremo succubi e sottomessi a questa gente che da circa 15 anni accogliamo umanamente perchè scappano da guerre fame e persecuzioni inventate.
L’obiettivo non era l’integrazione o l’accoglienza o la manodopera, il fine era ovvio e lo sapevano tutti. Distruggere secoli di cultura e creare un Europa meticcia per poterla sottomettere facilmente sotto il comando supremo degli ebrei sionisti.
Infatti molti rabbini gioiscono del fatto che l’Europa è invasa dall’Islam. Il progetto del Conte Kalergi è quasi completato e di questo dobbiamo ringraziare la grande Europa con i suoi leader politici che ha distrutto noi e se stessa.
In tutto e per tutto!