
RAGUSA, 18 Aprile 2026 – Non si placa la polemica politica intorno al bando per l’assunzione di sei unità di personale a tempo determinato (18 ore settimanali) destinate alle funzioni di staff della presidenza del Libero Consorzio Comunale. Dopo le critiche sollevate dalle opposizioni, arriva la dura replica dei gruppi consiliari di Fratelli d’Italia, Forza Italia e Movimento per l’Autonomia (MpA).
Il centrodestra gioca la carta della coerenza istituzionale. Secondo i gruppi di maggioranza, il bando non sarebbe un’iniziativa isolata ma una diretta conseguenza del PIAO (Piano Integrato di Attività e Organizzazione), documento programmatico che ha ricevuto il via libera anche dai consiglieri del Partito Democratico e della Democrazia Cristiana.
«Se avessero avuto qualcosa in contrario, avrebbero dovuto rilevarlo in quella sede. Criticare oggi ciò che si è contribuito ad approvare è solo una strumentalizzazione politica», dichiarano i consiglieri di FdI, FI e MpA.
La maggioranza rivendica la scelta come un atto necessario per supportare l’azione politica dell’ente, tornato a una guida elettiva dopo anni di commissariamento. I punti chiave della loro difesa includono la complessità delle materie trattate richiede figure qualificate che affianchino presidente e delegati.
I consiglieri ricordano che lo “staff” è uno strumento regolarmente utilizzato nei Comuni amministrati da ogni colore politico.
Le nuove figure servirebbero a rendere l’azione amministrativa più capillare e incisiva.
Per rispondere all’accusa di voler favorire “consulenze” a scapito di assunzioni stabili, la maggioranza precisa che sono già in corso numerosi concorsi per figure tecniche, amministrative e giuridiche a tempo indeterminato.
«Il Libero Consorzio soffre di una carenza atavica di personale. L’input della presidenza è chiaro: irrobustire stabilmente la pianta organica. Il bando per lo staff non sostituisce i concorsi, ma affianca questa strategia generale di rilancio dell’ente».
L’appello alla lealtà
In chiusura, il centrodestra rivolge un invito alla “lealtà istituzionale” verso i colleghi del PD e della Dc, esortandoli a un confronto basato sui contenuti e sul rispetto degli atti già votati in aula, piuttosto che sulla contrapposizione mediatica.





