
Modica, 23 marzo 2026 – Un momento di grazia, una “boccata d’ossigeno” per l’anima in vista delle prossime celebrazioni della Settimana Santa. Così è stato vissuto l’incontro tra il Vescovo di Noto, Mons. Salvatore Rumeo, l’Associazione dei Portatori di San Giorgio e l’intera comunità parrocchiale, guidata dal parroco Padre Michele Fidone.
L’iniziativa si è configurata come un vero e proprio ritiro spirituale, un dialogo aperto che ha permesso di riflettere sul senso profondo del vivere la Pasqua in un contesto contemporaneo spesso segnato da letture superficiali della realtà lontane da un vero spirito di fede.
Il vescovo Rumeo ha confermato il suo stile di “pastore con l’odore delle pecore”, mostrandosi a suo agio e accolto con calore dai parrocchiani. Il suo intervento, lungo e partecipato, è stato intervallato da momenti di sana ilarità che hanno accorciato le distanze, permettendo al messaggio evangelico di arrivare dritto al cuore dei presenti senza perderne la profondità e l’autenticità.
Il cuore del suo discorso si è concentrato sulla necessità di superare una religiosità puramente esteriore. Un passaggio cruciale è stato dedicato all’attualità e alla crisi della vita religiosa. Monsignor Rumeo ha offerto una lettura originale: il problema non è solo la crisi vocazionale che attraversa l’intero continente europeo, ma il rischio che venga meno il ruolo istituzionale di guida e accompagnamento alla fede di molti educatori.
Andare dove sono i giovani. Incontrarli. Il Vescovo ha esortato ad accogliere tutti in modo particolare i giovani che devono essere cercati, amati e orientati a Cristo.
L’obiettivo educativo deve essere quello di aiutare i giovani a compiere scelte coraggiose e “alte” nella vita, uscendo dal recinto del proprio “orticello” individuale.
Monsignor Rumeo ha rivolto parole di stima e responsabilità all’Associazione dei Portatori di San Giorgio. In un’epoca di frammentazione, i portatori rappresentano un prezioso anello di congiunzione tra le nuove generazioni e la Chiesa come comunità educativa. La loro devozione non può fermarsi al gesto folkloristico, ma deve farsi ponte di fede e di appartenenza comunitaria.
L’incontro ha visto riuniti giovani, famiglie, portatori e sacerdoti: una perfetta icona del cammino sinodale tanto caro a Papa Francesco e ribadito con forza dal Vescovo Salvatore. Camminare insieme significa riconoscersi parte di un unico corpo che si prepara a vivere la gioia della Pasqua.
Subito il momento di ritiro mons. Salvatore Rumeo ha presieduto la celebrazione eucaristica in parrocchia incontrando tutta la comunità parrocchiale. Un momento animato dal coro dei ragazzi e delle ragazze della catechesi guidati dal maestro Sergio Civello e di Leonarda Barravecchia. Subito dopo la celebrazione il concerto quaresimale del duo siciliano “BELLAMORÉA”. I fratelli Emanuele e Francesco Bunetto hanno accompagnato la comunità in un itinerario musicale e spirituale capace di toccare le corde del cuore, unendo la tradizione siciliana alla fede profonda che caratterizza il tempo della Passione.
La parrocchia di San Giorgio, rinvigorita da questa sosta spirituale, si appresta ora a vivere gli ultimi giorni di quaresima prima della Settimana Santa con una consapevolezza rinnovata: quella di una comunità che vuole vivere una fede “di senso” e non di abitudine.





5 commenti su “Modica. Fede autentica e coraggio delle scelte: il Vescovo Rumeo incontra la comunità di San Giorgio”
Il 2026 appare un anno particolare , sembra segnare un limite preciso tra una realtà storica non ancora completamente non plausibile e una onirica , assurda e inverosimile : Invasioni ” barbariche ” e tentativi di sterminio , uccisioni di bambini , al di fuori del diritto internazionale e dell ‘etica , sullo sfondo eziologico non solo la geopolitica imperialista , ma anche trame ricattatorie a fini espansionisticci regionali , che incautamente e cinicamente mettono a repentaglio la pace nel mondo , prima una pandemia che ancora non convince , poi uno strano vaccino , ideato da studi e sperimentazioni promettenti , ma per la cura di rarissime malattie genetiche , tentativi subdoli e raffinati di colpi di stato a favore di elite economico finanziarie , con lo smantellamento progressivo delle leggi dello stato di diritto , per garantire l ‘immunità alle ” elite” stesse e solo a esse , il tutto con l ‘ausilio di stampa asservita. Gli scenari che si stagliano davanti a noi , richiamano la fioritura del fico che annuncia l ‘ estate ; noi intellettuali e i cristiani tutti siamo chiamati a essere profeti , con l ‘esempio delle opere e della fede e con le parole ispirate . Dobbiamo innanzitutto individuare e condannare ciò che corrompe alla radice gli uomini e denunciarlo pubblicamente e con forza , se no tutto ciò che opera dalla parte del bene : uomini , organizzazioni , istituzioni e associazioni , sarà , in modo tanto raffinato quanto subdolo , vanificato e strumentalizzato dalle dinamiche neurofisiologiche e chimiche della dopamino-dipendenza ; ossia l ‘ umanità entrerà nel circolo vizioso delle esperienze e sensazioni più forti per poter liberare la stessa quantità di ormone della felicità , più si inoltrerà in questa dipendenza e più sarà distolta dalla morale naturale e dalla religione . Le dinamiche dopaminergiche sono innestate dalla società capitalistica , edonostica e consumista . La pastorale cattolica non può non tenerne conto .Gli ‘insegnamenti fondamentali da impartire sono che ciò che necessita è sufficiente , la vita nel tempo è un cammino , il risvolto produttivo dei vissuti è il progresso spirituale , la felicità non è nel progresso materiale , se questo ostacola quello spirituale. Il progresso spirituale porta felicità e conduce alla felicità piena e definitiva , al di là del tempo ,alla quale ogni cristiano deve aspirare .
Orazio lei non è un uomo di fede perché troppo mainstream.
Espansionisticci , mah !!! Ahahaha!!!
Milone! Giudicare e sentenziare è relativo alla fede di ognuno ….
Si ma gli uomini devono pur divertirsi , perché essere seri e musoni e non approfittare del progresso e degli svaghi ? Poi esistono anche altre religioni cristiane che si separano dalla cristianità, facendo riferimento alla verità