Toponomastica femminile a Ragusa: “Parole e scelte devono andare nella stessa direzione”

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Ragusa, 24 Marzo 2026 –  L’Associazione AdessoBasta torna a richiamare l’attenzione dell’Amministrazione comunale di Ragusa sul tema della toponomastica femminile, questione che riguarda non solo la memoria, ma la visione culturale e civile di una comunità.

“Già in passato avevamo formalmente proposto al Sindaco l’intitolazione di spazi pubblici a due donne ragusane che, con il loro impegno, hanno contribuito in modo significativo all’emancipazione femminile e al miglioramento della società del nostro territorio. A quella richiesta, ad oggi, non è mai giunta alcuna risposta.

Apprendiamo   che il nuovo asilo nido di via Australia sarà intitolato a don Luigi Giussani, figura autorevole nel campo educativo. Pur senza entrare nel merito della scelta, riteniamo necessario evidenziare altro: essa appare in evidente contraddizione con gli impegni pubblicamente dichiarati dall’Amministrazione rispetto alla riduzione del divario nella toponomastica di genere, oltre che con la mancata interlocuzione con la Consulta Femminile, che su temi come questo dovrebbe essere coinvolta e ascoltata”.

Intitolare un asilo nido – uno spazio profondamente legato alla cura, all’educazione e alla crescita – rappresenta un atto dal forte valore simbolico e pedagogico. È un ambito che, nella sua storia e nella sua quotidianità, è stato costruito e sostenuto in larga parte dal lavoro, dalla competenza e dalla presenza delle donne. Proprio per questo sorprende che, ancora una volta, non si sia colta l’occasione per dare visibilità a figure femminili che hanno segnato la storia dell’educazione e del progresso sociale.

“Se il criterio è quello del valore pedagogico, le alternative non mancano. Basti pensare a Maria Agamben Federici, Madre Costituente, promotrice di una profonda riforma dei servizi assistenziali per donne e bambini e impegnata nella riorganizzazione dell’Opera Nazionale Maternità e Infanzia (ONMI) in senso democratico, a sostegno delle madri lavoratrici e in difficoltà: una personalità che, ad oggi, risulta non avere alcuna intitolazione nella nostra città.

Le parole, da sole, non bastano. Quando si parla di parità, di diritti e di riduzione dei divari, è necessario che anche le scelte amministrative siano coerenti e conseguenti.

Per questo riteniamo che quanto accaduto rappresenti un’occasione mancata.

Rinnoviamo dunque la nostra richiesta: avviare un percorso concreto e trasparente che porti a riequilibrare la toponomastica cittadina, restituendo alle donne il posto che spetta loro nella memoria pubblica, a partire dalle due donne ragusane, Itria Camera Sbezzi e Rina Lugli Minardi, per le quali, già da tempo, abbiamo avanzato una formale proposta, anche nell’ambito della Consulta Femminile, e che attendono ancora un giusto riconoscimento”.

L’Associazione AdessoBasta continuerà a vigilare e a proporre, con spirito costruttivo ma con determinazione, affinché Ragusa sia davvero una città capace di riconoscere il valore e il contributo delle donne.

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1 commento su “Toponomastica femminile a Ragusa: “Parole e scelte devono andare nella stessa direzione””

  1. Nella storia, sono stati i frati ad insegnare a leggere e scrivere, creando le prime scuole ed università.
    Nella storia, gli asili derivano dal comunismo.
    Sono nati in quanto i comunisti, con la scusante di ritenere uomini e donne uguali, mandandole quindi a lavorare, da un lato creavano il posto dove parcheggiare i bambini, dall’altro avevano modo di indottrinarli da piccoli con le loro ideologie.

    L’emancipazione femminile, in Italia, ha causato la riduzione degli stipendi dei lavoratori, l’aumento degli introiti derivanti da tassazione, la necessità recente di creare strutture di questo tipo, con conseguenti problematiche sociologiche e familiari, oggi decisamente gravi.

    Prima di tirare in ballo la storia, sarebbe utile conoscerla.

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