
Roma, 20 Marzo 2026 – Il settore della pesca italiana continua a vivere una fase di grave difficoltà e, nel contempo, le misure annunciate dal Governo appaiono insufficienti. L’aumento delle tariffe legate al gasolio ha reso anche la stessa uscita in mare aperto un ostacolo al vivere quotidiano. Per ovviare a tutte queste incertezze, l’assessore regionale alla Pesca, Luca Sammartino, ha convocato i rappresentanti delle marinerie per martedì 24 marzo prossimo, a Palermo. Sammartino ha chiamato a raccolta i pescatori (e non solo) di Pozzallo, Sciacca, Porto Empedocle, Licata, Scoglitti, Portopalo di Capo Passero, Siracusa e Catania. Una convocazione che fa seguito alla riunione del comparto che si è svolta a Sciacca sabato 14 marzo e che si inserisce evidentemente a pieno titolo anche sulla scia del tavolo tecnico organizzato dal presidente della commissione consiliare Attività produttive Giuseppe Catanzaro.
Il mondo della pesca confida, evidentemente, che la Regione possa in qualche modo assumere qualche iniziativa soprattutto rispetto ad un’ipotesi di concessione di ristori economici. È di queste ore la notizia del credito d’imposta licenziato dal governo nazionale su proposta del ministro dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste nel governo Meloni, Francesco Lollobrigida.
Il costo del carburante rappresenta una delle principali voci di spesa per i pescatori italiani, incidendo tra il 40% e il 60% dei costi operativi di alcune tipologie di pesca. Nei primi mesi del 2026, il prezzo del gasolio nei porti italiani ha registrato aumenti medi del 33%, con punte fino al 42%, superando spesso 1 euro al litro. Numeri che spiegano la gravità della situazione: molte marinerie rischiano di non poter più uscire in mare.
La situazione appare critica. Più della metà delle imbarcazioni resta ferma in porto, non per scelta ma per necessità economica. I costi del carburante, in forte aumento, stanno rendendo impossibile sostenere le battute di pesca. “Non si riesce a coprire i costi”, dichiarano i pescatori. Resta da capire se le misure regionali saranno tempestive quanto richiesto dalle piazze.





1 commento su “Crisi della pesca. L’assessore regionale Sammartino chiama a raccolta le marinerie siciliane”
Da quando siamo entrati in questo scempio di unione europea, hanno levato in tutti i modi la dignità all’uomo di poter lavorare, percepire un guadagno ed avere sogni e speranze per un futuro da progettare e costruire.
Ridotti ad aspettare elemosine o a chiederle, a vivere nell’incertezza quotidiana, ad aver paura per il futuro dei nostri figli.
Di chi sono queste scelte? Nostre, del popolo? O di un’accozzaglia di personaggi che da decenni contribuisce a distruggerci in un teatro continuo di menzogne e propaganda?
Contro chi siamo in guerra, e per quale motivo reale? Se davvero avessimo un pericolo reale, saremmo uniti contro qualcosa di vero. Invece frammentato, dividono, spargono zizzania. Quali sono le priorità di questo paese? Ma quando ci si sveglia una buona volta e si pretende ciò che è nostro come famiglie, decisioni, sovranità?
Siamo in un girone infernale, giocano con noi, e più siamo in silenzio, più si va avanti e più affoghiamo. E questo che si vuole veramente?