
SICILIA, 20 Marzo 2026 – Alta tensione nel settore dell’autotrasporto siciliano. Il C.T.S. (Comitato Trasportatori Siciliani), riunitosi in assemblea ieri 19 marzo, ha deliberato all’unanimità la proclamazione di un fermo dei servizi che bloccherà i principali scali portuali dell’isola a metà aprile.
La decisione giunge dopo un’analisi impietosa delle criticità che stanno soffocando le imprese siciliane, strette tra rincari energetici, nuove tassazioni ambientali e l’assenza di risposte certe da parte delle istituzioni.
Il blocco non sarà solo simbolico. Il Comitato ha annunciato modalità precise per la protesta:
Inizio fermo: ore 00:01 del 14 aprile 2026.
Fine fermo: ore 24:00 del 18 aprile 2026.
Azioni: Presidi permanenti e manifestazioni presso i principali porti della Sicilia.
Al centro della vertenza c’è il nodo dei costi legati all’insularità. Sebbene il Governo sia intervenuto con il D.L. 33/2026 per mitigare l’aumento del costo del gasolio, il CTS lamenta la totale assenza di misure sul costo dei traghettamenti. Per Sicilia e Sardegna, l’aumento dei carburanti si traduce direttamente in tariffe di imbarco insostenibili, aggravate dal sistema di tassazione sulle emissioni.
Si richiedono chiarimenti urgenti su tempi di pagamento e criteri di calcolo dei contributi.
Sistema ETS (Emission Trading System): I trasportatori chiedono che i fondi versati agli armatori (e da questi al Ministero dell’Ambiente) siano stornati al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per incrementare i fondi destinati al settore.
Spaurac ETS2: Preoccupano le notizie di stampa su una nuova tassa dal 2028, di cui manca ancora ogni comunicazione ufficiale.
Il CTS ha già inoltrato una richiesta formale di incontro al Governo nazionale. L’obiettivo è ottenere risposte concrete prima che il blocco diventi operativo.
“I gravi scenari bellici internazionali hanno determinato aumenti tariffari che, sommati all’insularità, amplificano a dismisura i costi,” si legge nella nota del Comitato. “Senza interventi, la sostenibilità delle nostre imprese è a rischio.”
La palla passa ora a Roma: un mancato riscontro entro le prossime settimane potrebbe portare alla paralisi dei flussi logistici da e per la Sicilia proprio a ridosso del periodo pasquale.





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altra corsa al pieno