
RAGUSA, 19 Marzo 2026 – Non è più solo inefficienza, è una violazione sistematica del diritto alla salute. L’ultimo episodio che coinvolge l’Azienda Sanitaria di Ragusa segna un punto di non ritorno nella gestione delle liste d’attesa, trasformando una prescrizione medica in una vera e propria “sentenza di abbandono”.
Il protagonista di questa vicenda è il signor C.M., affetto da tiroidite linfocitaria cronica (Tiroidite di Hashimoto). Si tratta di una patologia autoimmune severa che, se non monitorata costantemente e trattata con terapie adeguate, può portare a complicanze sistemiche gravi.
Il cronoprogramma della sua “odissea” burocratica è paradossale:
• 18 Marzo 2026: il medico curante emette la prescrizione per un esame ecografico, indicando un tempo massimo di esecuzione di 60 giorni.
• La risposta del sistema: lo stesso giorno, la prenotazione viene fissata per il 12 novembre 2027.
Venti mesi di attesa. Un tempo infinito per una patologia che richiede vigilanza costante, rendendo di fatto inutile la prevenzione e tardiva l’eventuale correzione terapeutica.
Il grido d’allarme lanciato da Rosario Gugliotta, presidente del Comitato Civico Articolo 32, non riguarda solo il ritardo, ma l’inosservanza delle norme vigenti.
1. Il limite dei 120 giorni: anche ignorando l’urgenza dei 60 giorni indicata dal medico, la legge fissa in 120 giorni il termine massimo per le prestazioni ordinarie. Qui siamo a quasi sei volte il limite consentito.
2. L’obbligo del convenzionato: la normativa prevede che, qualora l’ente pubblico non sia in grado di rispettare i tempi, debba indirizzare il paziente presso strutture private convenzionate, garantendo la prestazione al solo costo del ticket.
“Perché a Ragusa questo non avviene? Perché l’azienda non è in grado di garantire il diritto alle cure nemmeno dirottando l’utenza verso altre province o strutture accreditate”?





2 commenti su “Sanità a Ragusa: Il Diritto alla Cura è un Miraggio. Il Caso limite di un paziente lasciato solo”
Per correttezza, non che sia la strada più corretta rispetto a quanto dice la legge, andrebbe anche riferito che il paziente può attivare il percorso di maggior tutela. Entro breve tempo si potrebbe avere la possibilità di fare quanto necessario.
La salute dei cittadini al primo posto.
Era questa la “recita” in tempo di pandeminkia? O sbaglio?
A seguire, andrà tutto bene.
Eccovi serviti.
Ve lo dicevo che sapevo aspettare per rispondere.