Razzie ad Acate e a Comiso, la preoccupazione di Confcommercio

“In allarme tutto il comparto commerciale della provincia di Ragusa Chiediamo maggiore attenzione a tutti i livelli sul fronte della sicurezza”
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Acate/Comiso, 18 marzo 2026 – Il presidente provinciale di Confcommercio Ragusa, Gianluca Manenti, a nome dell’intero sistema dell’organizzazione di categoria, esprime forte preoccupazione dopo i gravissimi episodi avvenuti nel corso della notte ad Acate e a Comiso, dove bande criminali hanno preso di mira rispettivamente due sportelli Atm di Unicredit e una gioielleria, utilizzando escavatori per sfondare gli ingressi e portare a termine i colpi. «Siamo di fronte a un’azione proditoria, per modalità e violenza, che mette in allarme tutto il comparto commerciale della provincia» afferma Manenti, sottolineando come l’escalation di questi attacchi stia diventando sempre più preoccupante. «Esprimiamo piena solidarietà agli operatori coinvolti e chiediamo un rafforzamento immediato dei controlli, soprattutto nelle ore notturne. È indispensabile che questi episodi non ricadano economicamente sui commercianti, già provati da anni di difficoltà e dalle conseguenze di congiunture internazionali che hanno reso la gestione delle attività sempre più complessa. Chi investe, crea lavoro e tiene viva la città non può essere lasciato solo davanti a danni così devastanti».
Sul caso della cittadina casmenea interviene anche il presidente sezionale Confcommercio Comiso, Orazio Nannaro, che esprime «solidarietà convinta» alla gioielleria colpita e ricorda che si tratta del secondo episodio in pochi mesi nella stessa città. «La preoccupazione tra cittadini e operatori commerciali è altissima – dice – Non possiamo permettere che la situazione degeneri. Chiediamo un impegno straordinario delle forze dell’ordine affinché questa escalation venga fermata prima che diventi incontrollabile». Confcommercio Ragusa ribadisce che la sicurezza è un presupposto essenziale per la vita economica dei territori: senza strade sicure, senza fiducia, senza la percezione di uno Stato presente, il commercio soffre e le città si svuotano. Per questo l’associazione chiede un confronto urgente con Prefettura e forze dell’ordine, convinta che solo un’azione coordinata e tempestiva possa restituire serenità agli operatori e alle comunità colpite.

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