
Modica, 16 Marzo 2026 – In vista della seduta del Consiglio Comunale convocata per il prossimo 19 marzo, il dibattito cittadino si accende su un tema che tocca da vicino il quotidiano e le tasche di molti: la gestione dei passi carrabili e dei relativi avvisi di accertamento. Alternativa Socialista, nel solco di una democrazia partecipata che nasce dal basso, sottopone all’attenzione dei consiglieri una serie di proposte concrete, convinti che l’apporto dei cittadini comuni possieda una dignità politica che prescinde dai ruoli istituzionali.
Il primo passo necessario per ristabilire un clima di serenità nel rapporto tra ente e contribuente è l’approvazione della sospensione di tutti gli avvisi di accertamento attualmente trasmessi da Creset. Questa misura dovrebbe accompagnarsi a una norma sulla regolarizzazione volontaria dei passi carrabili “di fatto”, che permetta ai cittadini di mettersi in regola escludendo il peso di sanzioni e interessi, favorendo così una sanatoria equa e non punitiva.
“Tuttavia, il cuore della nostra proposta – spiega Antonio Ruta – risiede in una profonda revisione concettuale del Regolamento CUP. È fondamentale che il Canone Unico non venga più trattato come una semplice tassa, bensì come il corrispettivo economico di una concessione. Questa distinzione non è solo terminologica, ma sostanziale: guardare al CUP sotto l’aspetto concessorio permetterebbe di introdurre una maggiore proporzionalità e parità contrattuale tra Comune e cittadino. Si aprirebbe così la strada a un canone flessibile e perequativo, capace di distinguere tra le diverse situazioni reali, come i casi in cui il divieto di sosta comporta un effettivo sacrificio di suolo pubblico rispetto a contesti meno impattanti.
In questa ottica di giustizia sociale, riteniamo doveroso inserire l’ipotesi di un CUP stagionale e una vasta gamma di riduzioni ed esenzioni. Pensiamo agli anziani, alle famiglie con bambini o a basso reddito, ai portatori di disabilità e a quei proprietari non residenti che, pur possedendo un garage, di fatto non lo utilizzano. Un’attenzione particolare deve essere rivolta ai proprietari del centro storico, un quartiere già duramente provato da numerose criticità. Aggiungere nuovi oboli annuali a carico di chi vive o possiede locali nel cuore della città significa alimentare la depressione economica di una zona che rischia di diventare sempre meno appetibile per la residenzialità”.




