
Ragusa, 07 marzo 2026 – «Un aumento così repentino del gasolio agricolo rischia di spezzare definitivamente le gambe a un comparto che già da tempo vive una condizione di estrema fragilità». Il consigliere comunale di Ragusa Salvatore Battaglia, da sempre vicino al mondo agricolo, interviene con preoccupazione dopo gli ultimi dati che segnalano un incremento di oltre 20 centesimi al litro nel giro di pochissimi giorni, con il prezzo passato da 0,80 a 1,219 euro al litro secondo le rilevazioni delle organizzazioni agricole regionali.
«Gli agricoltori – sottolinea Battaglia – stanno affrontando costi di produzione sempre più alti: energia, concimi, manodopera, trasporti. Ora anche il carburante, proprio nel momento in cui riprendono le lavorazioni stagionali, subisce un’impennata che mette in seria difficoltà chi deve far partire le attività nei campi. È un colpo che arriva nel momento peggiore».
Il consigliere evidenzia come l’aumento del gasolio agricolo non sia un dettaglio tecnico, ma un problema che incide direttamente sulla sopravvivenza delle aziende: «Riempire un serbatoio da 100 litri oggi costa 23-25 euro in più rispetto a pochi giorni fa. E questo vale per ogni mezzo, per ogni giornata di lavoro. È evidente che così non si può andare avanti».
Battaglia dà voce al malessere diffuso tra gli operatori del settore: «Gli agricoltori non chiedono privilegi, ma condizioni minime per poter lavorare. Chiedono soluzioni, non nuovi problemi. Chiedono interventi immediati per calmierare i prezzi, verificare eventuali speculazioni e sostenere un comparto che continua a essere fondamentale per l’economia del nostro territorio». Il consigliere invita istituzioni regionali e nazionali a intervenire rapidamente: «Serve un tavolo tecnico urgente, servono misure di compensazione e serve soprattutto una strategia chiara. Non possiamo lasciare soli gli agricoltori proprio ora che avrebbero bisogno di stabilità e certezze».
Battaglia conclude con un appello: «Difendere l’agricoltura significa difendere il nostro territorio, la nostra economia e la nostra identità. Non possiamo permettere che un aumento improvviso del carburante diventi l’ennesimo macigno sulle spalle di chi, ogni giorno, garantisce cibo e lavoro alla nostra comunità».




