Modica, danni e furto sull’auto di Casa Don Puglisi: un odioso atto di sciacallaggio, ma senza fini mirati

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Modica, 06 Marzo 2026 – L’episodio di microcriminalità che ha colpito nei giorni scorsi il centro storico di Modica, dove un’autovettura è stata presa di mira da ignoti che, dopo aver infranto i finestrini, hanno sottratto quanto custodito all’interno, arrecando pesanti danni al veicolo. Il mezzo in questione è in uso a Casa Don Puglisi, nota realtà di assistenza e accoglienza della Caritas diocesana.

Sebbene la notizia abbia destato immediato scalpore ed una naturale ondata di solidarietà verso l’istituzione intitolata al prete martire di Brancaccio, emerge la necessità di una lettura asciutta dell’evento. L’auto colpita, infatti, non presentava alcun segno distintivo, logo o scritta che potesse ricondurla alla Casa Don Puglisi o alle attività della Caritas.

Per quanto il gesto resti ignobile e fermamente condannabile sotto ogni punto di vista, gli elementi raccolti suggeriscono che non si sia trattato di un attacco mirato o di un atto intimidatorio rivolto al centro assistenziale. Il veicolo appariva agli occhi dei malviventi come una qualsiasi auto privata in sosta, rendendo l’episodio riconducibile a un “ordinario”, seppur odioso, atto di sciacallaggio urbano.

Nelle ore successive all’accaduto, la vicinanza della comunità alla Casa Don Puglisi è stata tangibile, ma è opportuno evitare strumentalizzazioni o narrazioni che vedano nel gesto un attacco simbolico alla missione della Casa. Concentrarsi sulla natura “mirata” dell’atto rischierebbe di distogliere l’attenzione dal vero problema: la sicurezza del territorio e la tutela dei cittadini contro la microcriminalità diffusa.

Sul caso sta indagando la Polizia di Stato, che ha già effettuato i rilievi di rito e sta visionando le immagini dei sistemi di videosorveglianza della zona per risalire agli autori del furto. Gli inquirenti lavorano a 360 gradi, mantenendo il massimo riserbo sulle piste seguite, ma al momento la tesi del furto occasionale resta la più accreditata.

Resta l’amarezza per un danno che ricade indirettamente su chi opera per il bene comune, ma con la consapevolezza che la solidarietà dei modicani saprà, come sempre, superare l’inciviltà di pochi.

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