
Modica, 28 febbraio 2026 – Il calcio ibleo vive una delle sue giornate più buie. Il match di oggi ad Aragona, valido come anticipo del campionato di Promozione (Girone D) tra i padroni di casa dell’Akragas e l’APD Frigintini, non ha mai avuto inizio. Il motivo è il più amaro per chi ama questo sport: gli ospiti non si sono presentati. Nonostante sulla pagina social della società rossoblù si parli di un generico “motivo organizzativo” dietro questa scelta drastica in realtà non c’è un guasto al pullman o una fatalità, ma una rottura profonda tra lo spogliatoio e la società. I giocatori, stanchi di una gestione giudicata carente e di contrasti insanabili con la dirigenza, hanno deciso di incrociare le braccia, lasciando il campo vuoto. Il Frigintini occupa la terz’ultima posizione, è guidata da un tecnico giovanissimo e ambizioso come Ciccio Di Rosa ed ha un organico formato soprattutto da giovani emergenti che si stavano confrontando con un campionato difficile ed impegnativo come la Promozione. Cosa succederà adesso? La giustizia sportiva seguirà un iter rapido e severo. In base all’Articolo 53 delle NOIF (Norme Organizzative Interne della FIGC), le conseguenze immediate e future sono pesanti: Il Giudice Sportivo assegnerà la vittoria per 3-0 all’Akragas, al Frigintini verrà inflitto 1 punto di penalizzazione in classifica per la prima rinuncia e la società sarà chiamata a pagare una multa salata (che può variare dai 200 ai 1.000 euro per il primo episodio, più eventuali indennizzi per la squadra ospitante). Il vero dramma sportivo si consumerà se la situazione non dovesse ricomporsi immediatamente. Il regolamento è chiaro: alla seconda rinuncia consecutiva o alternata, la squadra viene esclusa dal campionato. L’esclusione comporterebbe lo svincolo d’ufficio di tutti i calciatori e la radiazione della matricola dai ruoli federali per la stagione in corso. Sarebbe la fine del percorso sportivo per quest’anno e un’ombra pesantissima sul futuro del club. Vedere il Frigintini in queste condizioni fa male al cuore di tutte quelle persone che negli anni hanno sacrificato il loro tempo per portare avanti questa scommessa. Parliamo di una delle matricole più antiche e storiche ancora attive nel panorama calcistico isolano. Una realtà che rappresenta una frazione laboriosa e appassionata, capace negli anni di scalare le categorie e di farsi rispettare su campi difficili grazie a una solidità che oggi sembra essere solo un lontano ricordo. Se la dirigenza non riuscirà a trovare un punto d’incontro con la squadra, o se non ci sarà un passaggio di consegne fulmineo, il calcio siciliano perderà un pezzo della sua anima. Il tempo stringe e il “countdown” verso la seconda rinuncia è già iniziato.




