Assolta l’imprenditrice pozzallese: “Il fatto non costituisce reato”. Fine di un incubo giudiziario

La donna era accusata di indebita percezione di erogazioni pubbliche legate al Decreto Liquidità. Il GUP Ivano Infarinato ha accolto la tesi della difesa: nessuna volontà di frodare lo Stato
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POZZALLO, 27 Febbraio 2026 – Si chiude con una sentenza di piena assoluzione la vicenda giudiziaria che ha visto protagonista M.G., nota imprenditrice di Pozzallo. Imputata per il reato di indebita percezione di erogazioni pubbliche (art. 316-ter c.p.), la donna è stata scagionata dal GUP del Tribunale di Ragusa,  Ivano Infarinato, al termine di un processo celebrato con il rito abbreviato.

La vicenda affonda le radici nel periodo critico dell’emergenza pandemica. Per far fronte alle oggettive difficoltà economiche del comparto commerciale, la donna aveva richiesto ed ottenuto un finanziamento agevolato previsto dal cosiddetto “Decreto Liquidità”, presentando la documentazione richiesta da Medio Credito Centrale.

Tuttavia, a seguito di un controllo della Guardia di Finanza, era emersa una presunta incoerenza documentale rispetto alle circolari interpretative emanate solo in un secondo momento rispetto alla richiesta di credito. Tale discrepanza aveva innescato l’azione penale e un pesante sequestro preventivo di 25.000 euro, con il conseguente congelamento dei conti correnti aziendali.

Il giudice, accogliendo le risultanze del difensore, l’avvocato Martino Modica (foto), ha stabilito che l’operato dell’imprenditrice era stato improntato alla massima correttezza. L’assoluzione con la formula “perché il fatto non costituisce reato” conferma l’assenza di qualsiasi dolo o volontà fraudolenta: l’errore, di natura puramente formale e legato alla stratificazione di norme e circolari successive, non poteva tradursi in una responsabilità penale.

Soddisfazione è stata espressa dall’Avvocato Martino Modica,  che ha sottolineato l’ingiusto prezzo pagato dall’imprenditrice in questi anni: “Esprimo la mia solidarietà a un’imprenditrice che, pur contribuendo allo sviluppo commerciale del comprensorio pozzallese, ha subito un ingiusto pregiudizio economico. Le misure del Decreto Liquidità dovevano sostenere il sistema, ma in questo caso la G.M. non solo non ha potuto fruire dell’aiuto, ma ha subito il congelamento della liquidità aziendale. Ho sempre avuto fiducia nella magistratura e l’epilogo odierno rende giustizia alla sua professionalità.”

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