
RAGUSA/ S.CROCE CAMERINA, 21 Febbraio 2026 – A distanza di quasi sette anni dal tragico incidente sulla strada per Punta Braccetto, è arrivata la sentenza di primo grado. Il giudice monocratico del Tribunale di Ragusa ha condannato a un anno di reclusione, con il beneficio della pena sospesa, il conducente del furgone accusato di omicidio stradale.
I fatti risalgono al pomeriggio del 22 giugno 2019, nel territorio di Santa Croce Camerina. Secondo le ricostruzioni emerse in aula, un giovane a bordo del proprio motorino stava percorrendo la carreggiata quando è stato urtato da un furgoncino che procedeva nella stessa direzione.
L’impatto, avvenuto sulla ruota posteriore del mezzo a due ruote, è stato fatale: il ragazzo è sbalzato violentemente sull’asfalto, mentre il furgone è finito fuori strada in un terreno agricolo. Dopo settimane di lotta tra la vita e la morte e il trasferimento d’urgenza al Cannizzaro di Catania, il giovane è deceduto il 5 agosto 2019.
Nonostante la pubblica accusa avesse richiesto una condanna a due anni, il giudice ha optato per una misura più lieve, applicando le attenuanti previste dall’art. 589-bis, comma 7, del Codice Penale. Questa norma interviene quando viene accertato che la responsabilità del sinistro non è interamente attribuibile alla condotta del conducente.
Il giudice ha confermato il nesso tra la manovra del furgone e la caduta del giovane. È stata riconosciuta una colpa concorrente o elementi che hanno mitigato la gravità della condotta dell’imputato.
La quantificazione del danno sarà discussa in sede civile, ma l’imputato e l’assicurazione sono stati condannati alla rifusione delle spese legali.
La difesa, che durante il processo aveva richiamato la giurisprudenza della Cassazione sostenendo l’imprevedibilità della manovra dello scooterista, ha già annunciato che impugnerà la sentenza. La battaglia legale, dunque, proseguirà in secondo grado per stabilire l’esatta dinamica di quel drammatico pomeriggio estivo.





