Ragusa. Imprese balneari e ciclone Harry, interviene il Consigliere Firrincieli

Tempo di lettura: 2 minuti

Ragusa, 17 febbraio 2026 – «Le imprese balneari della Sicilia orientale stanno vivendo una delle crisi più profonde degli ultimi decenni. Non è soltanto una questione di mare e di coste devastate: è una ferita aperta nell’economia dei nostri territori, nel lavoro di migliaia di persone, nella dignità di intere famiglie». Con queste parole il consigliere comunale di Ragusa, Sergio Firrincieli, descrive la situazione drammatica che ha colpito gli stabilimenti balneari delle province di Siracusa, Ragusa, Catania e Messina, lungo tutta la costa ionica. L’evento calamitoso delle scorse settimane ha distrutto o gravemente danneggiato centinaia di strutture, cancellando in poche ore investimenti costruiti in anni di sacrifici. «Parliamo di un comparto che in Sicilia conta oltre mille concessioni demaniali marittime – ricorda – con un indotto che genera ogni anno centinaia di milioni di euro. Oggi molte di queste imprese non hanno più nulla se non macerie e debiti».

A questa devastazione materiale si aggiunge un paradosso normativo che rischia di trasformare la calamità in una doppia condanna. Le concessioni demaniali scadranno nel 2027, in applicazione della Direttiva 2006/123/CE, mentre la normativa attuale prevede che la mancata apertura o l’inattività possano comportare la decadenza del titolo concessorio. «È una situazione che sfiora l’assurdo – afferma Firrincieli –. Da un lato gli operatori devono ricostruire strutture distrutte, accendere mutui, affrontare investimenti enormi; dall’altro rischiano di perdere la concessione se non aprono, anche quando l’inagibilità è evidente e certificata. È un cortocircuito amministrativo che non possiamo ignorare».

La Regione ha sospeso il pagamento dei canoni e previsto un contributo a fondo perduto fino a 20.000 euro, oltre alla possibilità di accedere a finanziamenti agevolati tramite Irfis FinSicilia. «Sono misure doverose – riconosce – ma non risolutive. Ventimila euro non coprono neppure una minima parte dei costi di ricostruzione: in molti casi servono centinaia di migliaia di euro. E un prestito, per quanto agevolato, resta un debito che pesa sulle spalle di chi ha già perso tutto».

Il vero nodo resta l’incertezza normativa legata alla cosiddetta Bolkestein. Le sentenze del Consiglio di Stato hanno ribadito l’obbligo delle gare pubbliche, ma Firrincieli sottolinea come la situazione attuale richieda un approccio straordinario: «Un evento calamitoso ha azzerato investimenti e compromesso l’equilibrio economico di intere aziende familiari. È ragionevole chiedere a un imprenditore di investire nel 2026 sapendo che nel 2027 potrebbe perdere tutto? È sostenibile imporre l’apertura per non decadere dal titolo senza garantire una disciplina chiara sugli investimenti effettuati?».

Dopo essersi confrontato con numerosi operatori del litorale, il consigliere avanza richieste precise: un chiarimento formale sulla sospensione degli obblighi di apertura in presenza di inagibilità certificata; la garanzia che gli investimenti realizzati nella ricostruzione siano valorizzati o indennizzati nelle future procedure di gara; un confronto urgente con la Commissione europea per definire misure transitorie specifiche per i territori colpiti da calamità straordinarie; regole certe prima di imporre nuovi sacrifici finanziari agli operatori. «Le imprese balneari – conclude Firrincieli – non possono essere colpite due volte: prima dalla furia della natura, poi dall’incertezza normativa. Servono certezze, equilibrio e tutela del lavoro. E servono subito».

© Riproduzione riservata
591887

I commenti pubblicati dai lettori su www.radiortm.it riflettono esclusivamente le opinioni dei singoli autori e non rappresentano in alcun modo la posizione della redazione. La redazione di radiortm.it non si assume alcuna responsabilità per il contenuto dei commenti e fornirà, eventualmente, ogni dato in suo possesso all’autorità giudiziaria che ne farà ufficialmente richiesta.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Articoli correlati

RTM per il cittadino

Hai qualcosa da segnalare? Invia una segnalazione in maniera completamente anonima alla redazione di RTM

UTENTI IN LINEA
Torna in alto