
MODICA, 01 Febbraio 2026 – Il recente ciclone che ha sferzato la Sicilia orientale non ha lasciato dietro di sé solo danni materiali, ma ha riacceso un dibattito politico rovente sulla gestione del litorale modicano. Al centro dello scontro c’è l’area di Punta Regilione, oggetto di recenti dichiarazioni polemiche da parte degli assessori Antoci e Drago.
Secondo Vito D’Antona e la sezione locale di Sinistra Italiana, la reazione dei due esponenti della giunta va ben oltre la cronaca delle mareggiate, ignorando il vero nodo della questione: la fragilità di un territorio che non può più essere ignorata di fronte all’emergenza climatica.
L’intensità degli eventi estremi registrati negli ultimi giorni ha dimostrato quanto siano vulnerabili le infrastrutture costiere. Proprio per questo, Sinistra Italiana solleva dubbi sulla lungimiranza delle scelte urbanistiche in corso. Sotto la lente d’ingrandimento finiscono due interventi specifici: la pista ciclabile, prevista a ridosso della scogliera nel tratto tra Punta Regilione e Maganuco, il Piano Spiagge che prevede la realizzazione di ben cinque stabilimenti balneari nella medesima fascia costiera.
“È doveroso e legittimo porsi delle domande sulla realizzazione di strutture così vicine alla linea di costa – dice Vito D’Antona -. Se al momento della progettazione non si potevano prevedere gli effetti di un ciclone di tale portata, oggi non ci sono più scuse.”
La posizione di Sinistra Italiana non è di chiusura aprioristica, ma di prudenza scientifica. L’appello rivolto all’amministrazione comunale è quello di sottoporre entrambi i progetti a un supplemento di indagine.
Il partito chiede l’intervento di esperti dei fenomeni climatici, climatologi e studiosi delle dinamiche delle correnti marine. L’obiettivo è valutare se la realizzazione di queste opere sia effettivamente compatibile con i nuovi scenari meteorologici o se, al contrario, non rappresenti un rischio per l’ambiente e per gli investimenti stessi.





9 commenti su “Punta Regilione (Modica): oltre le polemiche, serve sicurezza. Sinistra Italiana chiede un passo indietro su ciclabile e stabilimenti”
Purtroppo i politici , quando ci sono i soldi nel mezzo, non guardano in faccia nessuno! Farà la stessa fine del moletto
Ringrazio D’Antona e Sinistra Italiana per la loro presa di posizione, così come il PD, con Stornello e Spadaro, per l’impegno dimostrato.
Come ho già scritto a margine di altri articoli, desidero ribadire che il problema non è né tecnico né normativo. Dal punto di vista tecnico e normativo, infatti, le soluzioni possono essere individuate: con adeguate risorse economiche, quasi tutto è possibile. Il vero nodo, che continuo a sottolineare con forza, è un altro: la priorità di queste opere.
A Modica esistono ben altre urgenze, e lo ribadisco con convinzione. La prudenza scientifica richiamata da D’Antona è assolutamente condivisibile, ma il problema resta principalmente finanziario e, soprattutto, di scelte prioritarie.
Non voglio ritrovarmi, anche quest’estate, con interi quartieri senza acqua e con opere essenziali per la viabilità ancora incompiute.
I lavori sulla via della Costituzione sono stati avviati oltre tre anni fa e, ad oggi, non se ne intravede la conclusione. In questa settimana sono state scarificate alcune porzioni di pavimentazione e presumo che, appena possibile, si procederà con l’asfaltatura; tuttavia, non posso ritenermi soddisfatto, poiché la strada risulta tutt’altro che razionale sotto il profilo tecnico e urbanistico.
Infine, vorrei sollevare un’ulteriore questione: perché non si discute della Variante alla SS115, che di fatto è ormai inglobata nel traffico cittadino? Una situazione diventata insostenibile, che attraversa il ponte Guerrieri e contribuisce a rendere la viabilità una delle peggiori della provincia.
La strada tra Franzys e il negozio di motociclette dopo Dada café è una trazzera. Kabul o Gaza sono messe meglio ! Ma io dico… nessuno degli amministratori ci passa mai? Ci sono buche profonde. Ma loro sono concentrati alla ciclabile e ai soldi…tanti soldi. Ex piscina fatiscente… lavori da terminare a gennaio 2026 e mai iniziati? Mi chiedo perché? Perché succede questo? I fondi del pnrr stanziati nelle tasche di chi sono finiti?
Tutta colpa del siero.
@marion falso: aspetto il Karma
Sistemate tutto con i fondi dei buoni libro! Che vergogna!
Lasciate stare tutto, tanto, i modicani hanno l’anestesia totale e l’anestesista è andato in pensione, e non sentiranno niente. Resteranno per sempre anestetizzati e non sentiranno alcun dolore. Finita la pista ciclabile, passeranno a costruire il teatro delle marionette, il turismo ha bisogno di questo.
A Marina di Ragusa le piste ciclabili sono state realizzate già da diverso tempo, e non una soltanto. Il vecchio borgo marinaro di Mazzarelli è diventato una splendida località turistica: porto, lungomari curati, bellissimi locali per le famiglie e per la movida, un contesto ordinato, bello, pulito, con una viabilità ben organizzata.
E tutto questo senza sottrarre un solo euro alla gestione del Comune di Ragusa, che non presenta alcuna criticità nei servizi generali offerti ai cittadini. Una condizione che, peraltro, dura da sempre: nessun debito, nessun dissesto.
Modica, invece, presenta un borgo artificiale, l’antica Ciarciolo. Qui si invocano piste ciclabili, si realizzano moletti “spassosi” che si autodistruggono più volte nella stessa stagione anche a seguito di semplici mareggiate, un lungomare dimenticato, zero viabilità, zero parcheggi, stradine strette a senso unico. La gestione dei locali è spesso infelice, salvo rare e fortunate eccezioni. Nulla appare realmente organizzato: solo chiasso e disordine.
Il tutto accompagnato da tagli nella gestione dei servizi del Comune di Modica: acquedotti e fognature fatiscenti, strade dissestate e, per il resto, fate voi. Basta aprire gli occhi per vedere un debito enorme, un dissesto disastroso. Si corre… corre… corre… senza arrivare mai (come nella celebre canzone delle Orme). Pessimo Karma.
I nostri assessori più “capaci” sono impegnati nella caccia ai finanziamenti per le piste ciclabili; nel frattempo, continuiamo a cercare gli assessori che dovrebbero occuparsi di manutenzione, opere urbane, bilanci in equilibrio, sistemazione dei conti ed equità tributaria, in compenso abbiamo un Sindaco elegante e garbato che consuma tante fasce tricolori per le innumerevoli inaugurazioni alle quali è impegnata a partecipare.
Il problema della riscossione dei tributi è stato delegato al recupero crediti, perdendo oltre il 50% dei proventi, senza nemmeno la certezza che i pagamenti vengano correttamente registrati, con il rischio concreto che un domani le somme possano essere richieste nuovamente ai cittadini.
Naturalmente, questo non è un problema degli amministratori: è esattamente il mandato che i modicani hanno conferito loro.
Riflettiamo… nell’interesse dei nostri figli e nipoti, almeno.
Buona giornata.
Zio Pietro, ma lo sà che i modicani si offendono, negherebbero anche l’evidenza, ma non fanno nulla per cambiare le cose.