Sanità negata a Ragusa: “Colonscopia urgente tra 6 mesi”. Scoppia il caso dei percorsi di tutela negati

Il Comitato Civico Articolo 32 denuncia l'ASP di Ragusa: "Rigettata in poche ore la richiesta di una paziente che necessita di biopsia entro 10 giorni. Violato il diritto alla salute"
Tempo di lettura: 2 minuti

RAGUSA, 29 Gennaio 2026 – Una ricetta medica che prescrive un esame vitale entro dieci giorni, un sistema di prenotazione che risponde “sei mesi” e un ufficio pubblico che, in meno di due ore, liquida la pratica con un diniego. È l’odissea vissuta dalla signora D.A., il cui caso è diventato l’emblema di quella che il Comitato Civico Articolo 32 definisce “una gestione che oltraggia la Costituzione”.

Tutto inizia con una prescrizione medica chiara: colonscopia totale con biopsia, codice di priorità breve (entro 10 giorni). La diagnosi è delicata, la tempestività è tutto per escludere o individuare potenzialità precancerose. Eppure, il sistema di prenotazione online dell’ASP di Ragusa assegna alla paziente un appuntamento a luglio 2026, ben sei mesi dopo la data necessaria.

Di fronte a questo muro, la paziente si è rivolta al Comitato presieduto da Rosario Gugliotta. Il 26 gennaio scorso, l’associazione ha inoltrato la richiesta formale per attivare il percorso di tutela, lo strumento legale che obbliga l’azienda a garantire la prestazione nei tempi previsti dalla ricetta, se necessario ricorrendo all’intramoenia o a strutture private senza costi aggiuntivi per l’utente.

Ciò che lascia sbigottito il Comitato è la velocità del rifiuto. Inviata la mail alle 18:55 del 26 gennaio, la risposta negativa dell’URP è arrivata la mattina successiva, poco dopo l’apertura degli uffici. “Ci chiediamo secondo quali criteri sia stata respinta così velocemente,” attacca Gugliotta. “È possibile che in un paio d’ore il personale amministrativo abbia esaminato la pratica, consultato un’equipe medica e protocollato il diniego? Ci rifiutiamo di credere che dei medici abbiano avallato con tale leggerezza la negazione di una biopsia.”

La denuncia di Gugliotta va oltre il singolo caso e solleva ombre inquietanti sulla gestione delle liste d’attesa nel ragusano. Secondo il Comitato “Si ignora la scienza: negare una biopsia urgente significa ignorare la prevenzione oncologica. Si delegittimano i medici perchè ignorare i tempi indicati in ricetta svilisce la professionalità del medico curante. C’è un clima inquisitorio”.

Il Comitato segnala presunte “interviste inquisitorie” dei vertici aziendali verso i medici che osano prescrivere prestazioni urgenti, quasi a voler scoraggiare l’uso di codici di priorità che il sistema non riesce a gestire.

“I percorsi di prevenzione in questa provincia sono ormai compromessi,” conclude amaramente Gugliotta, ricordando che il diritto alla salute è sancito dall’Articolo 32 della Costituzione. Il caso della signora D.A. ora attende una risposta non da un computer, ma da chi ha il dovere di garantire che una diagnosi tempestiva non sia un lusso per pochi, ma un diritto per tutti.

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7 commenti su “Sanità negata a Ragusa: “Colonscopia urgente tra 6 mesi”. Scoppia il caso dei percorsi di tutela negati”

  1. Vergogna, vergogna, vergogna basta che il drago fa passerella…ma Giorgio vince sul Drago. La ruota gira

  2. Mi domando
    Visto che le denunce ai quotidiani sono acqua fresca non si può procedere con denuncia agli organi preposti a tutelare un diritto sancito dalla costituzione?

  3. E’ la Santa Inquisizione dell’Asp che decide chi dev’essere redento o cacciato nelle tenebre. Se non “hai” non “sei”, solo da questo la santa Asp decide se sei angelo o demone.
    Eppure fino a poco tempo fa erano i nostri angeli in terra…. Mah!

  4. Se Gugliotta
    Sta pestando piedi pericolosi
    Lo faranno sparire
    Se viceversa lui è la sua organizzazione si fanno pubblicità sfruttando le difficoltà delle ASP ,allora da fastidio ma non più di tanto .
    Vai dal meccanico a spese tue , e ti dice mi devi portare la macchina fra 15 giorni perché sono pieno , ti lamenti ma non c’è un’articolo che ti difende
    Stessa cosa il carrozziere ,stessa cosa l’idraulico, stessa cosa il tecnico della caldaia , ecc ecc ecc
    Al supermercato fai la fila
    Nella pizzeria se non hai prenotato una settimana prima niente pizza .
    Non ci rendiamo conto che un popolo vecchio è sempre malato .
    Che un popolo di pensionati vecchi chiede al medico curante sempre nuove analisi, nuovi esami ,
    Il medico che fa ?
    Scrive sempre entro 10 giorni per far contenti i suoi pazienti.
    Un popolo vecchio che non fa figli
    Lagnusu
    Sempre in fila al cup a prenotare esami .
    L’ASP secondo me non fanno in tempo a starci appresso a tutti questi vecchi , scassasacchette
    Guardano la TV, ogni malattia, ogni sintomo,che sentono nei tanti programmi di medicina ,credono di averlo anche loro , e vanno dal medico a fare un controllo.
    Quest’anno il governo a stanziato 141 miliardi per la sanità in Italia.
    Una montagna di soldi
    Tanti che hanno bisogno e vengono curati ringraziano
    Tipo io e famiglia
    Evvero lottiamo per prescrizioni in tempi ragionevoli , ma alla fine ce li concedono .
    Il sistema non è totalmente giusto , ok
    Ma è l’uomo che non è totalmente giusto .

  5. Dott. Matteo Bassetti
    io sono una delle migliaia di persone danneggiate.
    Le mie diagnosi non arrivano da blog o complotti, ma dal Policlinico San Martino di Genova:
    PCVS post vaccinale, POTS con disautonomie del sistema nervoso ortosimpatico, NPF, ipersensibilità ai farmaci, probabile danno mitocondriale con grave intolleranza allo sforzo.

    Diagnosi fatte nel suo ospedale.
    La più dettagliata, proprio nel suo reparto.

    Abito a poche centinaia di metri da quel luogo.
    Lì, nel novembre 2021, dopo un consulto in area vaccinale protetta, mi sono state consigliate due dosi che hanno devastato la mia vita.

    Due anni di febbre H24 a letto.
    Quattro accessi in pronto soccorso.
    Un ricovero.
    E oggi una sedia a rotelle.

    Eppure lei non si preoccupa di curarsi di me.
    Si preoccupa di screditare, deridere e insultare chi parla di noi, trattandoci come folli, ignoranti, pericolosi.

    Ma noi abbiamo dovuto studiare.
    Studiare documentazione scientifica.
    Studi clinici.
    Terapie alternative.
    Microdosaggi fuori dai protocolli standard.

    Insieme a medici che, a differenza di altri, cercano almeno di restituirci una vita dignitosa.

    Perché lei non ci aiuta?
    Perché non si confronta con i suoi colleghi?
    Perché non ascolta le persone danneggiate?
    Perché rifiuta il dialogo, invece di onorare il giuramento che ha fatto diventando medico?

    Io sono una danneggiata.
    Mi avete messo le ruote.
    Ma non mi toglierete mai le ali.

    Cit. Elisa Napolitano

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