Ciclone Harry, Meloni a Catania per il piano ricostruzione: ma Ragusa è la grande assente

Vertice d’urgenza con il Ministro Musumeci e il Presidente Schifani per stanziare i fondi dopo il disastro. Tra prefetti e sindaci della Sicilia Orientale, spicca il vuoto di rappresentanza del territorio ibleo
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CATANIA, 29 Gennaio 2026 – Mentre il fango e i detriti del ciclone Harry segnano ancora il volto della Sicilia, la macchina istituzionale si è messa in moto per pianificare la ricostruzione. La Presidente del Consiglio, On. Giorgia Meloni, è atterrata nell’Isola per un vertice operativo a Catania, preceduto da un drammatico sopralluogo a Niscemi, epicentro di una crisi che non accenna a placarsi.

Al tavolo tecnico, convocato per adottare provvedimenti urgenti a favore di strutture pubbliche e beni privati devastati dalla furia del maltempo, erano presenti i vertici della politica nazionale e regionale: dal Ministro per la Protezione Civile Nello Musumeci al Presidente della Regione Renato Schifani, fino al Capo Dipartimento Nazionale della Protezione Civile.

Tuttavia, tra i Prefetti e i Sindaci delle province di Catania, Messina e Siracusa, si è notata una mancanza pesante: nessun rappresentante della Provincia di Ragusa sedeva a quel tavolo.

“Se da un lato il coordinamento tra Governo e Protezione Civile è un segnale positivo di prontezza – lamenta il sindaco di Pozzallo, Roberto Ammatuna – dall’altro il “vuoto” della delegazione iblea solleva interrogativi inquietanti. Il territorio ragusano, infatti, non è stato risparmiato dal ciclone Harry: aziende agricole in ginocchio, infrastrutture lesionate e centri abitati che contano danni per milioni di euro attendono risposte concrete”.

Il timore, che serpeggia tra i cittadini e gli operatori economici del ragusano, è che questa assenza istituzionale possa tradursi in una mancanza di attenzione nella ripartizione delle risorse e dei provvedimenti d’emergenza.

“Si spera che l’assenza dei rappresentanti istituzionali della Provincia di Ragusa non significhi anche una dimenticanza dei danni ingenti subiti dal nostro territorio,” commentano alcuni osservatori locali. In una fase delicata come quella della stima dei danni e dello stanziamento dei fondi per la ricostruzione, essere presenti nei luoghi dove si decide il futuro del territorio non è un esercizio di forma, ma una necessità vitale. La domanda resta aperta: perché Ragusa non c’era? E soprattutto, chi si farà portavoce delle ferite del nostro territorio davanti al Governo Nazionale”?

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2 commenti su “Ciclone Harry, Meloni a Catania per il piano ricostruzione: ma Ragusa è la grande assente”

  1. Ricostruzione? Siete impazziti? 😂😂 Lasciare tutto com’è. Come il moletto di Sampieri, visto che il maltempo poi distrugge. Questa è la filosofia dei nostri intelligenti Ciccio, Macco, Pietro, Saru, Vincenzo, puppetta, anonimo, e (………) del villaggio al seguito. 🤣🤣🤣🤣🤣

  2. Quando l ‘impero romano era al massimo del suo splendore , gli avi dei discendenti che adesso governano il mondo , erano semplicemente dei barbari raccolti in tribù e vestiti di pelle , passando tutto il tempo a poltrire o guerreggiare e raziare . L ‘impero romano riassumeva e raccoglieva in sé 5 mila anni di civiltà . Noi siamo e dobbiamo essere degni eredi dell ‘impero romano , epifania della civiltà del globo terracqueo , non dobbiamo leccare ai tornacontisti e cinicoaffaristi discendenti dei barbari , ancora cinici e guerrafondai , ma dobbiamo dispiegare il portato della nostra civiltà , scambi e commerci civili con tutti , e superiore interesse della patria , non dobbiamo impicciarci nella competizione per la supremazia economico militare , propria dei discendenti degli barbari .

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