
COMISO, 09 Gennaio 2026 – Il dibattito sulla nascita della Destination Management Organization (DMO) “Enjoy Barocco”, promossa dal GAL Terra Barocca, si arricchisce di una riflessione critica e propositiva da parte del Comitato per la Difesa e lo Sviluppo dell’Aeroporto degli Iblei.
Pur accogliendo con spirito costruttivo la creazione di nuovi strumenti di gestione, il Comitato pone un interrogativo centrale sulla reale efficacia di una DMO in assenza di una strategia aggressiva per il ripristino dei flussi turistici e dei collegamenti infrastrutturali.
Secondo il Comitato, la governance territoriale non può prescindere dall’accessibilità. In una nota ufficiale, l’organismo sottolinea come negli ultimi anni sia mancata un’azione decisa sull’incremento delle presenze:
“Non sono gli strumenti digitali o amministrativi a generare turismo, ma i flussi. La governance viene dopo l’accessibilità e non può in alcun modo sostituirla. In assenza di visitatori, qualsiasi modello organizzativo rischia di rimanere una struttura ben disegnata ma priva di reale impatto economico”.
Il documento richiama l’attenzione sul ruolo cruciale dello scalo ibleo, che in passato ha garantito l’arrivo di centinaia di migliaia di turisti europei. La drastica riduzione dei collegamenti aerei viene indicata come la causa principale di un arretramento che oggi limita la competitività del territorio, nonostante l’eccellenza dell’offerta culturale ed enogastronomica.
Il timore espresso dal Comitato è che la DMO possa trasformarsi in una “struttura aggiuntiva” incapace di produrre un vero salto di qualità se non supportata da una solida base di arrivi. I punti chiave della posizione espressa sono: prima l’accessibilità (rotte aeree e collegamenti), poi la gestione (DMO e una strategia turistica è credibile solo se fondata su flussi reali e misurabili.
Il Comitato chiede che il percorso di “Enjoy Barocco” venga completato con un impegno esplicito per riportare e aumentare le presenze sul territorio.
“Chiediamo che la priorità strategica sia quella di ricreare le condizioni perché la DMO possa operare su basi solide e non teoriche,” conclude il Comitato, confermando la disponibilità a un confronto serio e fondato su dati e risultati concreti per garantire uno sviluppo turistico duraturo e credibile.













