
Ragusa, 30 dicembre 2025 – Nel corso dell’ultima seduta del Consiglio comunale di Ragusa, ieri sera, è stata discussa un’interrogazione a risposta orale presentata nei giorni scorsi dal gruppo consiliare del Partito Democratico per fare chiarezza sulla chiusura al pubblico dell’Ufficio tecnico comunale per alcuni giorni del mese di dicembre. Una decisione che ha creato disagi concreti a cittadini e professionisti.
L’interrogazione, illustrata dal capogruppo Peppe Calabrese, nasce dalle numerose segnalazioni pervenute da tecnici e operatori del settore edilizio, che hanno lamentato ulteriori rallentamenti in un ufficio già gravato da tempi di istruttoria eccessivamente lunghi.
Le risposte fornite dall’assessore competente sono apparse contraddittorie e poco convincenti. Si è parlato genericamente di una chiusura “consueta”, di esigenze di fine anno e di una presunta “ricognizione interna”, senza però chiarire in modo puntuale le reali motivazioni del provvedimento. Motivazioni che, secondo quanto emerso anche da informazioni raccolte all’interno degli uffici, sarebbero invece legate al tentativo di smaltire pratiche arretrate e ridurre i tempi di attesa.
“Se per rispettare i termini previsti dal regolamento edilizio – che fissa in 90 giorni il rilascio dei titoli abilitativi – si è costretti a chiudere l’ufficio al pubblico, allora il problema è strutturale”, ha sottolineato Calabrese. “A Ragusa, purtroppo, per una SCIA o un permesso di costruire si arriva ad attendere anche dieci o dodici mesi. Questo è un danno enorme per il comparto edilizio e per l’economia cittadina”.
Il Partito Democratico contesta anche l’idea che i ritardi siano imputabili prevalentemente ai professionisti per la trasmissione delle integrazioni documentali, una giustificazione ritenuta non corrispondente alla realtà e che non può nascondere carenze di personale e una gestione organizzativa non adeguata.
Critica anche l’impostazione emersa dalle dichiarazioni dell’assessore, che ha rivendicato un controllo diretto e capillare su ogni procedimento. “La politica – ribadisce il gruppo consiliare PD – deve limitarsi a fornire indirizzi chiari e a garantire che gli uffici siano messi nelle condizioni di funzionare, non a sostituirsi al lavoro tecnico. L’accentramento di deleghe e funzioni non può diventare un alibi per giustificare inefficienze”.
Il Partito Democratico esprime piena fiducia e rispetto nei confronti dei dipendenti dell’Ufficio tecnico, che operano in condizioni difficili, ma ritiene evidente che l’attuale assetto non sia in grado di garantire un servizio all’altezza delle esigenze della città e dei professionisti.
“I problemi non si risolvono chiudendo gli sportelli – conclude Calabrese – ma investendo su personale, organizzazione e programmazione. Continuare su questa strada significa penalizzare cittadini, imprese e un intero settore produttivo”.





