
Ragusa, 27 Dicembre 2025 – Una tragedia immane ha colpito la comunità di Ragusa alle prime luci di questa mattina. Un terribile incidente stradale, avvenuto alle porte della città poco prima dell’alba, ha spezzato la vita di Flavio Dimartino, appena diciannovenne. Un altro giovane di 22 anni, che viaggiava con lui, si trova ora ricoverato in ospedale in prognosi riservata.
L’impatto tra la Lancia Y, condotta dalla vittima, e una Alfa Romeo Mito, è stato violentissimo. Quando i soccorritori sono giunti sul posto, hanno dovuto lavorare a lungo per estrarre il giovane dalle lamiere contorte dell’auto. Purtroppo, nonostante la tempestività degli interventi, le condizioni di Flavio sono apparse subito disperate: per il diciannovenne non c’è stato nulla da fare. Sul posto la polstrada, i carabinieri, i vigili del fuoco e il 118.
Flavio Dimartino, classe 2006, era conosciuto da tutti come un ragazzo geniale. Ex studente del Liceo Scientifico “Enrico Fermi”, si era distinto per una naturale predisposizione allo studio che lo portava a eccellere con estrema semplicità. Il suo futuro era già tracciato verso una carriera brillante: aveva infatti superato brillantemente i test d’ingresso per la facoltà di Medicina a Pavia. Un sogno, quello di diventare medico, che si è infranto tragicamente contro un muro in una maledetta mattina di fine dicembre.
La notizia ha generato una profonda ondata di commozione a Ragusa: la La madre di Flavio è una figura nota in città per il suo impegno nel servizio di gestione delle strisce blu. Il padre, che si trovava all’estero per motivi di lavoro, è stato raggiunto dalla tragica notizia e sta rientrando in queste ore.
Sui social e nelle strade si moltiplicano i messaggi di dolore. Flavio viene ricordato come una delle “migliori intelligenze della città”, un ragazzo solare i cui sogni sono stati spazzati via troppo presto.
Resta lo sconcerto e il vuoto per una vita piena di speranza che finisce sull’asfalto di una strada provinciale, lasciando un’intera comunità a interrogarsi sul senso di una perdita così inaccettabile.














