Stabilizzazione part-time nei Comuni in dissesto: arriva lo stanziamento da 1,5 milioni

Vittoria all'ARS per i dipendenti comunali di Ispica, Rosolini e Pachino. Un emendamento bipartisan garantisce la dignità lavorativa del personale a 24 ore
Tempo di lettura: 2 minuti

MODICA/ISPICA, 21 Dicembre 2025 – È arrivata la fumata bianca per una delle vertenze più sentite dai dipendenti della pubblica amministrazione locale in Sicilia. Dopo mesi di trattative silenziose e ostacoli parlamentari, è stato approvato l’emendamento che destina 1.500.000 euro al personale a tempo indeterminato part-time (24 ore settimanali) dei Comuni in dissesto finanziario con popolazione tra i 15 e i 25 mila abitanti.

Il risultato non è stato scontato.  “Spesso sembrava una strada senza uscita – dice l’on. Ignazio Abbate – . Ricordo quando la norma voluta dal sottoscritto fu bocciata per un voto (segreto), ma, insieme ad altri colleghi onorevoli tra cui Nello Di Pasquale e Giorgio Assenza, non ci siamo voluti arrendere. E così ora è arrivata la tanto attesa notizia: è stato approvato l’emendamento che destina 1.500.000 euro per il personale a tempo indeterminato part – time a 24 ore settimanali”.

L’impatto di questo stanziamento si farà sentire con forza nella provincia iblea e in quella aretusea. In particolare, la misura è ossigeno puro per i lavoratori dei comuni di  Ispica, Rosolini e Pachino.

Realtà che, a causa delle difficoltà strutturali dei bilanci comunali (dissesto), vedevano i propri dipendenti bloccati in una condizione di precarietà contrattuale che ne minava la dignità lavorativa e la stabilità economica.

Oltre al lavoro svolto tra i banchi dell’Assemblea Regionale Siciliana, è stato fondamentale il raccordo con gli amministratori locali. “Un ringraziamento va ai consiglieri di Ispica – dice ancora Abbate  – che non hanno mai mollato la presa, dimostrandosi sempre al servizio dei cittadini e dei lavoratori.”

Con questo stanziamento, la Regione Siciliana muove un passo concreto verso la normalizzazione del personale degli enti locali, garantendo servizi più efficienti e, soprattutto, risposte certe a centinaia di famiglie che da tempo attendevano questo “sospiro di sollievo”.

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19 commenti su “Stabilizzazione part-time nei Comuni in dissesto: arriva lo stanziamento da 1,5 milioni”

  1. Un passo concreto verso la normalizzazione del personale degli enti locali,?? garantendo servizi più efficienti ?”…. molti servizi utili alla comunità come presidio centro storico in particolare la sera e il fine settimana, controllo piazze, servizio scuole, ecc ..non vengono svolte per carenza di personale della polizia locale… quindi di che servizi parla l articolo!!

  2. Il Friuli-Venezia Giulia, la nostra regione autonoma, che comprende 215 Comuni (municipalità), non ne ha nemmeno uno in dissesto. Sapete perché? Semplice, grazie alla gestione dei tributi e alla stabilità dei bilanci locali… e non aggiungo altro….

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  3. “Il Friuli-Venezia Giulia, la nostra regione autonoma, che comprende 215 Comuni (municipalità), non ne ha nemmeno uno in dissesto”, ecco perché LEI pensava che Modica non poteva essere in dissesto.
    C’è una enorme differenza fra il Friuli e la Sicilia, mi consenta.
    Oggi capisco che lei si sia reso conto della realtà che non conosceva e comprendo che finalmente si sia reso conto che il dissesto a Modica era ed è reale.
    Oggi non si vede nessun cambiamento ma, sottotraccia le cose sono ben più gravi di come si vogliono far vedere… non siamo in Friuli, ci sono poteri talmente forti che non nominerò che fanno sembrare tutto apposto, ma se poi uno apre gli occhi, e vede veramente, la Sicilia (i siciliani per intenderci) è sempre ferma ed inesorabilmente non si sveglierà, come scriveva Giuseppe Tomasi di Lampedusa, che era Siciliano e sveglio.

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  4. Del gattopardo forse non ho capito proprio tutto, essendo siciliano, intuisco solo qualcosa modestamente.
    Ma sono sicuro di aver capito lei invece, non mi serve conoscerla personalmente e per la verità non mi interessa affatto, la capisco perfettamente, e posso leggere i suoi pensieri anche prima che lei legga gli altrui commenti e si impegni nei suoi forbiti e lunghi commenti.
    Giuseppe Tomasi di Lampedusa aveva compreso perfettamente che i siciliani non cambieranno mai il loro modo d’essere, saranno sempre arroccati a difendere il nulla ed il sottosviluppo, solo in questo modo hanno degli argomenti per sentirsi sempre vitti e sempre superiori agli altri.

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  5. Solo elogi all onorevole che Cia portato in dissesto viziato dal clientelismo e dell amico del amico e non aggiungo altro ! Tanto RTM il mio commento non lo pubblica xd

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  6. Anonimo, ha ragione, anziché leggere lunghi commenti e approfondirne altrove la corrispondenza, meglio andare di luoghi comuni e sentito dire. Però ampli, perché il gattopardo come citazione è ripetitiva.

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  7. Estratto dal colloquio tra il Principe don Fabrizio di Salina e Aimone Chevalley di Monterzuolo, segretario
    della Prefettura di Girgenti, inviato dal governo di Torino, in quel di Donnafugata, venuto a proporgli un
    posto di senatore:

    […] “Ma allora, principe, perché non accettare?”
    “Abbia pazienza, Chevalley, adesso mi spiegherò; noi Siciliani siamo stati avvezzi da una lunghissima
    egemonia di governanti che non erano della nostra religione, che non parlavano la nostra lingua, a
    spaccare i capelli in quattro. Se non si faceva così non si sfuggiva agli esattori bizantini, agli emiri berberi, ai
    viceré spagnoli. Adesso la piega è presa, siamo fatti così. Avevo detto ‘adesione’ non ‘partecipazione’. In
    questi sei ultimi mesi, da quando il vostro Garibaldi ha posto piede a Marsala, troppe cose sono state fatte
    senza consultarci perché adesso si possa chiedere a un membro della vecchia classe dirigente di svilupparle
    e portarle a compimento; adesso non voglio discutere se ciò che si è fatto è stato male o bene; per conto
    mio credo che parecchio sia stato male; ma voglio dirle subito ciò che Lei capirà da solo quando sarà stato
    un anno fra noi. In Sicilia non importa far male o far bene; il peccato che noi Siciliani non perdoniamo mai è
    semplicemente quello di ‘fare’. Siamo vecchi, Chevalley, vecchissimi. Sono venticinque secoli almeno che
    portiamo sulle spalle il peso di magnifiche civiltà eterogenee, tutte venute da fuori già complete e
    perfezionate, nessuna germogliata da noi stessi, nessuna a cui abbiamo dato il ‘la’; noi siamo dei bianchi
    quanto lo è lei, Chevalley, e quanto la regina d’Inghilterra; eppure da duemila cinquecento anni siamo
    colonia. Non lo dico per lagnarmi: è in gran parte colpa nostra; ma siamo stanchi e svuotati lo stesso.”
    Adesso Chevalley era turbato. “Ma ad ogni modo questo adesso è finito; adesso la Sicilia non è più terra di
    conquista ma libera parte di un libero stato”.
    “L’intenzione è buona, Chevalley, ma tardiva; del resto le ho già detto che in massima parte è colpa nostra;
    Lei mi parlava poco fa di una giovane Sicilia che si affaccia alle meraviglie del mondo moderno; per conto
    mio mi sembra piuttosto una centenaria trascinata in carrozzella alla Esposizione Universale di Londra, che
    non comprende nulla, che s’impipa di tutto, delle acciaierie di Sheffield come delle filande di Manchester, e
    che agogna soltanto di ritrovare il proprio dormiveglia fra i suoi cuscini sbavati e il suo orinale sotto il
    letto.”[…]
    “Il sonno, caro Chevalley, il sonno è ciò che i Siciliani vogliono, ed essi odieranno sempre chi li vorrà
    svegliare, sia pure per portar loro i più bei regali; e, sia detto fra noi, ho i miei forti dubbi che il nuovo regno
    abbia molti regali per noi nel bagagliaio”. […]
    Giuseppe Tomasi di Lampedusa, Il Gattopardo, 1957

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  8. Anonimo, credo ci siamo già soffermati su questi punto.
    L’interpretazione di questo dialogo non è quella che ingenuamente crede.

    Il sonno dei siciliani viene esattamente indicato come difesa nei confronti di ciò che viene imposto dall’esterno, da chi cerca di dominarli.
    Essendo i siciliani sempre stati nella loro storia desiderosi di indipendenza, sin dalle origini più antiche, con battaglie e rivolte sempre presenti nei secoli per raggiungere autonomia, il sonno raffigura il rifiuto del cambiamento dall’esterno.
    Tutto il dialogo verte su questo.
    Il sonno, non è ciò che infantilmente si percepisce ad una prima lettura, bensì il non accettare qualsiasi cosa, seppur meravigliosa, arrivi da un potere esterno che domina.
    E se lei conoscesse la storia, potrebbe interpretare meglio certi testi. I siciliani sono sempre stati orgogliosi, ed hanno SEMPRE cercato l’indipendenza, lottando anima e corpo.
    Ecco perché non conosce i siciliani, e nemmeno il gattopardo, ed ecco perché ha una visione autorazzista intrisa di luoghi comuni.

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  9. Dott.Ruzza,solo lo statuto speciale ! Per il resto non sussistono termini di paragoni ! Non è possibile accostare la Sicilia ad altre realtà. È un disprezzo che i Siciliani fanno di una terra bellissima.Anziche’ valorizzarla la spolpano e la mortificano.Clientelismo e nepotismo fanno dei comun più centri di accoglienza,come ha detto qualcuno e che non si può non condividere,che Amministrazioni delle Città.Certo non è dappertutto così ma l’eccezione si perde!L’incapacita’ soffoca e sovrasta valori e chi vorrebbe non può!!! La boria del nulla è una caratteristica di gente inconsistente! e parassita.

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  10. La prossima volta, Paolo, le racconterò di Giacomo Leopardi. Aveva ben chiaro cosa ci sia nel profondo di tanti italiani come lei, mi creda, ma già tanti anni or sono. Un certo complottismo o modo di essere lo vedeva anche ai suoi tempi. Aveva capito tutto già allora, ne sono convinto.

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  11. Si si, anonimo, attendo. Partiamo però dal concetto di “italiani”, culturale, linguistico, filosofico e ancestrale.

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  12. Condivido il pensiero di Anonimo, purtroppo.
    Così come è giusto ciò che scrive Rosalba, la Sicilia è una terra bellissima certamente, più di ogni altro posto al mondo,
    ma non usa per pudore il termine che rappresenta lo schifo siciliano e dei siciliani: “Mafia ” e “Mentalità Mafiosa”.
    Amici e amici di l’amici… e lei sicuramente sa a cosa mi riferisco.

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  13. Paolo
    I siciliani si sono ribellati sempre.
    Ma quando mai ??
    Noi abbiamo subito come dice Camilleri 19 dominazioni , non ne abbiamo mai cacciata una , è la stata la dominazione successiva che ha cacciato quella precedente .
    Quando i greci sbarcarono a Siracusa i siculi di allora scapparano e si rifugiarono a Pantalica , i greci dissero di non aver mai trovato un popolo più imbelle dei siculi .
    Il principe disse un’altra cosa importante,
    I siciliani si credono i migliori solo la loro vanità è superiore alla loro miseria !
    Siamo tutta ucca ma poi ci sottomettono tutti !!
    Per esempio oggi l’Italia tutta ci ha sottomesso lasciandoci nel sottosviluppo , zero investimenti, zero ferrovie, zero autostrade, zero porti importanti, zero porti turistici, zero aeroporti dimensionati al traffico, zero investimenti nello sviluppo, solo qualche contributo a pioggia , speso solo per finanziare chi lo distribuisce .
    Abbiamo un continente giovane a portata di mano l’Africa, ma non commerciamo niente ,
    Malta a 90 miglia marine , nei supermercati Maltesi solo il 30% sono prodotti italiani, i Maltesi commerciano con tutto il mediterraneo Africa compresa, noi siciliani poca roba , camion e trattori di seconda mano e poco altro .

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  14. Partiamo però dal concetto di “italiani”… cioè?
    non so cosa voglia dire, lei è troppo “accutturato” per comprenderla, io le posso riportare ciò che scriveva Giacomo Leopardi e che ho cercato di capire e per la verità corrisponde anche all’attuale modalità tutta italiana.

    Questo è il link:
    https://it.wikisource.org/wiki/Discorso_sopra_lo_stato_presente_dei_costumi_degl%27Italiani

    Lei si diverte con i testi lunghi, quindi potrebbe dedicarsi a comprendere se non è troppo pieno della sua sapienza e non accetta quello delle menti sublimi del passato. O no?

    Magari le accenno una breve sintesi:
    “Nel Discorso sopra lo stato presente dei costumi degl’Italiani Giacomo Leopardi analizza in modo critico la società italiana del suo tempo, confrontandola con le altre nazioni europee. Secondo l’autore, in Italia manca una vera morale civile condivisa: non esistono “costumi” solidi, cioè principi comuni che regolino il comportamento sociale.
    Gli italiani, pur essendo moderni e disincantati, mostrano un forte individualismo e scarso senso di responsabilità collettiva. La perdita delle antiche certezze morali, accentuata dall’Illuminismo e dal progresso, non è stata compensata da nuovi valori capaci di tenere unita la società.
    Per Leopardi, questa assenza di costumi rende l’Italia una società moralmente debole, incapace di costruire un vero spirito civile e di affrontare in modo consapevole la crisi del mondo moderno.”

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  15. Sempre, da secoli prima della nascita di Cristo, da ben prima dei Greci. La storia della propria terra va studiata, Amo Modica.
    Il concetto stesso di terra di dominazioni è falso. La Sicilia come stato ha avuto uno dei regni più lunghi, prosperi e rigogliosi del continente europeo, e prima di questo, sotto le brevi dominazioni, I siciliani hanno sempre sofferto e lottato per ambire a questo regno.La storia, Amo Modica.

    Anonimo, già dipanato anche questo bandolo. Gli italiani non esistono.
    Non hanno cultura comune, non hanno lingua comune se non quella imposta a casaccio dai savoiardi nella penisola, quando comunque si parlano le lingue di origine tutt’oggi, come si fa fra popoli diversi con l’inglese (il siciliano è una lingua, non un dialetto, come il friulano, il napoletano e via discorrendo, è non citi la classificazione governativa italiana fra dialetti e lingue che non ha alcun valore glottologico).
    Non vi sono tradizioni comuni, non c’è una storia comune, arte, poesia, nulla, non vi è nemmeno un modo comportamentale comune, perché un siciliano mai sarà come un lombardo. Quindi, cosa sono gli italiani? Gli abitanti della penisola italica sotto una bandiera imposta con l’inganno ed il sangue. E i siciliani? Manco, perché non abitano nella penisola, come i sardi.
    Quindi, mi piace ricordare sempre come nell’uso comune delle parole bisogna in realtà stare attenti al loro significato.
    Quindi, eviti wikisource, e badi alla sostanza usando la testa su ciò che realmente sono gli abitanti di queste terre peninsulari, che nulla hanno a che vedere con un progetto unitario che doveva “fare gli italiani”.
    E come doveva farli questi italiani? E come mai? Erano tutti diversi quindi? E ci sono riusciti? No. Quindi, lasci stare Leopardi, oltre al Gattopardo.
    Non è materia sua.
    Debole sarà forse lei, che è italiano, appartenente alla discendenza culturale dei garibaldini, che tutto erano tranne che combattenti vigorosi, o ai savoiardi, che per soldi si sono inventati uno spirito patriottico, ammazzando prima durante e dopo.

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  16. Grande messaggio di Paolo, evitare wikisource e affidatevi alle teorie strampalate paoline. Quelle si che sono degne di attenzione.
    Anonimo ma che gli racconta, si vuole mettere a criticare un saggio e conoscitore della storia, del presente e del futuro, manco si trattasse di una divinità 😂
    Il grandioso regno di Sicilia è una perla di saggezza, ma questo non lo trovate su wikisource o nei libri, sono informazioni tramandate oralmente da saggio in saggio.
    Forse Paolo, una domanda me la farei, è più divertente ragionare nella logica e nella realtà oppure affidarsi alle balle “autoprodotte” fini a se stesse ed a farci divertire?

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  17. Ciccio, attendo sue fonti storiche per smentita. Altrimenti, è sempre aria che esce causa cattiva digestione dovuta alle continue figure di palta, per non dire altro.
    Purtroppo, non siete abituati a comprovare mai nulla, vi piace crogiolarvi nelle indicazioni di partito.

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