CodaCons lancia l’allarme: “Beni di consumo in profonda sofferenza”

Tanasi: "Segnali di un paese che non spende più"
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Il Codacons esprime forte preoccupazione per l’andamento della produzione industriale italiana, che nel mese di ottobre torna a registrare variazioni negative sia rispetto a settembre sia su base annua. Il quadro che emerge evidenzia una fase di marcato indebolimento del sistema produttivo nazionale.

Le rilevazioni indicano come tutti i principali comparti industriali siano interessati da una contrazione significativa, con una situazione particolarmente critica nel settore dei beni di consumo, dove si osserva una flessione consistente sia su base mensile sia annuale. Un trend che trova conferma anche nei primi dieci mesi del 2025, periodo in cui la produzione industriale resta in territorio negativo rispetto all’anno precedente.

“I nuovi dati mostrano con chiarezza che la crisi dell’industria italiana è tutt’altro che superata – afferma il Prof. Francesco Tanasi, Segretario Nazionale Codacons –. La forte contrazione dei beni di consumo rappresenta un segnale inequivocabile: quando il comparto che riflette più direttamente le abitudini d’acquisto delle famiglie arretra, significa che il potere d’acquisto è sotto pressione. Le famiglie rinviano gli acquisti, riducono le spese non essenziali e cercano di difendersi dal caro-prezzi che continua a erodere i bilanci domestici”.

“Non si può pensare di rilanciare il Paese senza una politica industriale strutturale e senza interventi immediati sul fronte del costo della vita. Finché l’inflazione percepita resterà elevata e i salari non verranno adeguati, la domanda interna continuerà a indebolirsi e il sistema produttivo non potrà ripartire” – conclude Tanasi.

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