
Ragusa, 08 dicembre 2025 – La determinazione dirigenziale del Settore XII, che sancisce la mancata sussistenza dei presupposti per proseguire la trattativa con Civita Sicilia sul partenariato speciale pubblico-privato per il Castello di Donnafugata e il sistema museale, conferma ciò che il Partito Democratico di Ragusa sostiene da oltre un anno.
Sin dall’inizio abbiamo denunciato le criticità di un percorso opaco, privo degli elementi fondamentali di trasparenza, sostenibilità economica e tutela dell’interesse pubblico. Avevamo evidenziato l’assenza di un piano degli investimenti credibile, la mancata definizione del canone, l’inadeguatezza del PEF e il rischio concreto di svendere i beni più importanti della città attraverso formule che non offrivano alcuna garanzia. Oggi queste stesse motivazioni sono formalmente richiamate dagli uffici comunali nelle loro relazioni istruttorie.
Il provvedimento che blocca definitivamente la procedura di partenariato non è una sorpresa: è l’esito naturale di un’impostazione sbagliata, che il PD aveva contestato con coerenza, chiedendone il ritiro e proponendo soluzioni alternative basate su una gestione pienamente pubblica e su una programmazione culturale e turistica realmente all’altezza del valore del nostro patrimonio.
Il Castello di Donnafugata, il Museo del Costume e Palazzo Zacco non possono essere trattati come beni da affidare in fretta e con condizioni poco chiare. Meritano una strategia seria, rispettosa della loro identità e della funzione pubblica che devono svolgere per la città.
La Segreteria cittadina del PD chiede ora all’Amministrazione comunale un cambio di rotta: è il momento di costruire un progetto credibile, partecipato e trasparente per il sistema museale di Ragusa, restituendo alla città una visione che finora è mancata.
Questa vicenda dimostra che le nostre preoccupazioni erano fondate. Ma ciò che conta, adesso, è ripartire mettendo al centro l’interesse generale e la valorizzazione reale del patrimonio culturale di Ragusa.





