Pozzallo. Successo di pubblico e di critica per il documentario sull’antifascista pozzallese Vanni Rosa

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Successo di pubblico e di critica per la prima “pozzallese” di “Vanni il siciliano” il documentario presentato al cine teatro “Giardino”, a cura della regista Nella Condorelli. Presente in sala l’autore del libro da cui è stato estratto il documentario Nicola Colombo (titolo del libro “Il ragazzo inquieto”) così come in sala erano presenti quasi tutti gli attori che hanno preso parte al lungometraggio.
Un’ora di film per raccontare la storia di Vanni Rosa, anarchico, fervido antifascista, perseguitato politico dal regime fascista, partigiano combattente tra le fila della Brigata Osoppo-Ippolito Nievo tra il Veneto e il Friuli, il quale ha subito persecuzioni e arresti dagli Stati Uniti all’Algeria, dalla Francia all’Italia. Uno spaccato della Sicilia che fu e che prende lo spunto da una visita di un uomo, Nicola, che giunge a Pozzallo per consegnare delle chiavi di un appartamento venduto. Entrando nella casa che fu dei nonni, l’uomo scopre in soffitta materiale fotografico e qualche appunto degli anni in cui visse Vanni Rosa ed invece di andare a dormire, come aveva detto alla moglie telefonicamente all’inizio del film, apre un portatile e scrive una storia intensa e vivida della Pozzallo della Prima e Seconda Guerra Mondiale con Vanni Rosa come protagonista principale.
Il film, davvero gradevole, è anche una cartolina della città di Pozzallo con foto di archivio e filmati d’epoca che rievocano un periodo lontano fatto di tanti sacrifici e di ricordi indelebili.
“E’ uno strumento fantastico per veicolare l’immagine di Pozzallo – ha detto la Condorelli – ricordando il passato che non deve essere mai sottaciuto. Come ricercatrice, do importanza alle fonti, che sono la pietra miliare per chi fa il mestiere di giornalista e informatore. Ringrazio davvero tutti per il lavoro fatto, dagli artisti della “A Ciappetta”, il gruppo teatrale di lavoro con cui ho condiviso giorni di impegno e di lavoro fantastici, oltre agli altri attori che sono stati bravissimi e lo si può constatare vedendo il documentario”.
I saluti dell’Amministrazione sono stati portati dal vicesindaco Raffaele Monte, dal presidente del Consiglio Comunale, Quintilia Celestri, e dall’assessore alla Cultura, Sara Cannizzaro.
“Un ultimo desiderio me lo concederete – ha chiosato Nicola Colombo in sede di ringraziamenti – Ho una traccia su dove possa essere seppellito Vanni Rosa visto che, alla morte, il suo corpo non è mai stato ritrovato. Chiedo all’Amministrazione comunale di aiutarmi in questa mia ricerca nella speranza di poter dare una giusta sepoltura a Vanni l’antifascista”.
Notevole, infine, l’interpretazione dei protagonisti principali: Evelyn Famà, Tony Cicero Santalena, Carmelo Rappisi nella parte di “don Pitrinu, il sarto” e di Vittorio Raciti nella parte di Nicola quando era fanciullo.

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