
Pozzallo, 25 Ottobre 2025 – Dimenticate il blocco navale di meloniana memoria. A due mesi circa dalla conclusione di quest’anno, il numero di migranti arrivati in Italia ha già superato la quota rispetto all’anno scorso.
Sono finora 57.656 i migranti sbarcati sulle coste italiche da inizio anno. Nello stesso periodo, lo scorso anno furono 55.048 mentre nel 2023 furono 141.790. Il dato è stato diffuso dal ministero degli Interni, considerati gli sbarchi rilevati entro le 8 di ieri mattina.
Negli ultimi giorni sono state 917 (282 martedì, 407 mercoledì e 228 ieri) le persone registrate in arrivo sulle nostre coste che hanno fatto salire a 6.648 il totale delle persone arrivate via mare in Italia a ottobre. L’anno scorso, in tutto il mese, furono 5.722, mentre nel 2023 furono 10.277.
Dei quasi 57.800 migranti sbarcati in Italia nel 2025, 17.405 sono di nazionalità bengalese (30%), sulla base di quanto dichiarato al momento dello sbarco; gli altri provengono da Egitto (7.904, 14%), Eritrea (7.089, 12%), Pakistan (3.884, 7%), Sudan (3.461, 6%), Somalia (2.713, 5%), Etiopia (2.079, 4%), Iran (1.529, 3%), Tunisia (1.528, 3%), Guinea (1.283, 2%), Siria (1.246, 2%), Algeria (1.169, 2%), Nigeria (846, 1%), Mali (770, 1%), Afghanistan (615, 1%) a cui si aggiungono 4.135 persone (7%) provenienti da altri Stati o per le quali è ancora in corso la procedura di identificazione.
Il dato più allarmate, leggendo i numeri, è quello legato alla popolazione del Bangladesh. Se fino a 5 anni fa, il numero proveniente da questo territorio, fra i più poveri del globo terracqueo, era decisamente inferiore a quello dei migranti africani, ad oggi il dato si è triplicato, con numeri da capogiro. Si parla di un milione di rifugiati pronti con la valigia in mano, molti dei quali non arriveranno a destinazione per malnutrizione o rapimenti. A Pozzallo si segnala l’arrivo di “bangla” (come vengono definiti dagli operatori in forza dell’hotspot portuale) in ogni sbarco che si verifica da queste parti. Negli ultimi venti sbarchi “pozzallesi”, sedici contavano la presenza di uno o di più presenze del Bangladesh.
“Gente tranquilla – fanno sapere dall’hotspot – sorridente, non farebbero male ad una mosca, eppure ne abbiamo visti tantissimi in questo 2025”. Storicamente, le rotte dei bangladesi sono le medesime dei cittadini pachistani ed afghani, sebbene il viaggio sia certamente più lungo e difficoltoso rispetto a quello di chi giunge direttamente dall’Africa.
I fattori di spinta che inducono i cittadini a migrare sono stati ricostruiti nella povertà e nella mancanza di opportunità economiche, nella sovrappopolazione del paese e nei disastri naturali determinati dalle inondazioni e dai monsoni, che causano gli sfollamenti.














1 commento su “Segno più per l’arrivo di migranti in Italia. E c’è anche un problema “bangla””
Vorrei fare una domanda al giornalista e ai politici:
Tutte queste risorse (come li chiamano) che hanno congestionato l’Italia e l’Europa cos’hanno prodotto? E con questo perseverare, dove vogliamo arrivare?
Anzi, dopo l’inevitabile cambio etnico, cosa saremo? A qualcuno frega o dobbiamo stare sempre zitti e composti per non essere razzisti?
I fascio-giapponesi hanno eletto la prima donna premier: Sanae Takaichi non ha fatto in tempo a dire che non ha intenzione di aprire le porte all’immigrazione di massa che è stata accusata di xenofobia. Forse i giapponesi non ci tengono a fare la fine degli europei, così come l’Ungheria di Orban e la Cecoslovacchia di Fico.
Noi in Italia siamo stati irradiati da un’aurea di perbenismo che l’accoglienza l’abbiamo travisata e trasformata in un’immensa discarica umana.
Ci hanno cambiato la Nazione e ora vogliono cambiare gli italiani. Saremo un popolo meticcio e sottomesso, ma nessuno pagherà per questo perchè nessuno ha colpe!