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Borse di studio anche per professioni non mediche: vicini ad una svolta storica

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Borse di studio per tutti gli iscritti alle specializzazioni in professioni sanitarie non mediche. E’ la proposta arrivata in Commissione Sanità alla quale ha partecipato l’On.Ignazio Abbate in sostituzione del vicepresidente Pace. Una proposta, condivisa e sostenuta dal Presidente della Commissione Giuseppe Laccoto, approvata a maggioranza che passa ora in Parlamento con le raccomandazioni per trovare la copertura finanziaria e metterla in atto. “Vogliamo venire incontro – spiega l’Onorevole Abbate – ai laureati in veterinaria, odontoiatria, farmacia, biologia, chimica, fisica e psicologia che, per poter lavorare nel sistema sanitario nazionale, hanno l’obbligo di possedere un titolo di specializzazione di vari anni, ma finora senza una borsa di studio o un rimborso spese. Bisogna eliminare la discrepanza con i laureati in medicina visto che entrambe le categorie frequentano spesso le stesse scuole di specializzazione, seguono lo stesso percorso formativo a tempo pieno e lavorano fianco a fianco nelle strutture del servizio sanitario nazionale. In tal senso abbiamo un’apertura dell’Assessore Regionale alla Sanità, Giovanna Volo, e la disponibilità del Direttore Generale del Dipartimento della Panificazione Strategica presso l’Assessorato, Salvatore Iacolino a riportare i laureati in medicina e professioni sanitarie non mediche sullo stesso piano attraverso l’elargizione degli stessi aiuti economici. Sarebbe la prima volta – sottolinea l’On Abbate – che verrebbe consentito agli iscritti ai corsi di specializzazione in professioni sanitarie non mediche di poter usufruire di una borsa di studio al fine di completare il loro percorso formativo con un tassello fondamentale per il loro inserimento lavorativo. Cosa che già avviene in altre regioni italiane come la Campania, dove sono stati messi a disposizione 2 milioni di euro”.

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