
Partiti i lavori di mitigazione ambientale presso il plesso scolastico “Raganzino” sito nell’omonimo quartiere. Un canalone per il deflusso delle acque piovane dovrà attraversare il cortile antistante l’edificio creando disservizi e disfunzioni durante le ore scolastiche. Nonostante le rassicurazioni del primo cittadino, Roberto Ammatuna, la situazione non sembra essere così idilliaca così come speravano i vertici di palazzo La Pira. Alunni che non vanno a scuola, lamentele da parte dei cittadini, a parte poi quelli che abitano il posto e che hanno convissuto per molti anni con questo “buco” lasciato in eredità dalle ditte che si sono susseguiti nei lavori.
Critiche, anche, le parole del consigliere comunale Giorgio Scarso, il quale, in un comunicato, non ha apprezzato né tempistica né modi di azione.
“Stamattina – scrive Scarso – dopo avere effettuato un sopralluogo presso l’istituto scolastico Raganzino, ho potuto constatare che ben 9 classi su 10 erano assenti per protesta. Il cantiere, presente nell’area in cui risiede la scuola, è stato allargato all’interno del cortile scolastico (forse per una ennesima variante al progetto). Purtroppo, è sotto gli occhi di tutti come si navighi a vista, in maniera del tutto approssimativa. La cosa più grave è che tutto ciò lede gravemente il diritto allo studio. È veramente inconcepibile come si sia pensato di riavviare i lavori proprio con l’inizio dell’anno scolastico quando gli stessi si sarebbero potuti svolgere tranquillamente nel periodo estivo quando la scuola non era frequentata dai ragazzi. Auspico che una soluzione venga trovata al più presto perché i ragazzi hanno diritto ad andare a scuola, in un ambiente confortevole, senza dover convivere con i rumori degli escavatori che rendono impossibile la concentrazione e lo svolgimento della normale didattica”