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Estate disastroso per il trasporto aereo: le cause

Tempo di lettura: 2 minuti

L’estate è quasi terminata e chi ha scelto di muoversi in aereo per raggiungere le mete di vacanza si è trovato davanti un muro insormontabile. Centinaia di voli cancellati, ore e ore di ritardo accumulate dagli aerei, difficoltà ad avere spiegazioni sui disservizi, l’incertezza di riuscire a partire e quella di non sapere bene quando arrivare. Ma come si è arrivati a questa situazione che, come vedremo tra poche righe, ha stabilito nuovi record negativi per l’aviazione civile internazionale? Proviamo a capirlo e ad analizzare tutti i fattori in gioco, da quelli dipendenti dai protagonisti dei servizi che, nonostante i disagi continuano ad annunciare l’apertura di nuove rotte estive, a quelli legati alla situazione internazionale.

I numeri dei problemi di fine giugno

Iniziamo dai freddi numeri e dal quadro poco lusinghiero del Vecchio Continente. Secondo i dati della piattaforma di analisi specializzata FlightAware, nel weekend tra 28 e 30 giugno l’Europa ha collezionato la metà dei voli cancellati a livello mondiale. Venerdì 28 è stato il giorno peggiore con 600 voli completamente cancellati e 8mila testimonianze di ritardi cospicui. In Spagna e in Gran Bretagna decine di aerei sono partiti dai più importanti aeroporti con più di tre ore di ritardo sulla tabella di marcia.

A confermare questi numeri è arrivata un ulteriore ricerca targata Eurocontrol che ha sottolineato come nell’ultima settimana di giugno gli aerei sulle rotte europee hanno messo insieme quasi due milioni di minuti di ritardo, ovvero il 153% in più rispetto al 2023 e il 125% in più rispetto al 2019.

Un quadro catastrofico reso fortunatamente meno amaro per i passeggeri dalla possibilità di ottenere rimborsi sia per il ritardo che per la cancellazione tout court del volo.

Se il tuo volo ha subito ritardi o cancellazione, la società Airhelp, che si occupa di tutela dei passeggeri aerei, può aiutarti a esercitare i tuoi diritti stabiliti dal regolamento 261/2004 con compensazioni economiche che possono arrivare fino a 600 euro, nonché comprendere anche il rimborso totale o parziale del biglietto e l’assistenza. Questo a patto che il disservizio non sia causato da circostanze eccezionali indipendenti dall’operatore di volo, il ritardo non sia inferiore alle tre ore e l’eventuale cancellazione sia arrivata con almeno due settimane di anticipo sulla partenza.

Le principali cause del problema

Un quadro così complesso come quello che si è verificato questa estate 2024 non può avere soltanto una spiegazione. Molti esperti di settore affermano che le problematiche emerse non avranno una risoluzione in tempi brevi e alcuni imputano la causa dei disagi alla programmazione errata delle compagnie che continuano ad annunciare nuove rotte soltanto poche settimane prima del loro avvio. Nuove rotte per cui non c’è personale a sufficienza o pronto a entrare in servizio in tempi troppo rapidi.

Di diverso avviso le principali aziende che si occupano di trasporto aereo, in particolare le compagnie low cost, con Ryanair che continua a puntare il dito sull’ondata di scioperi indetta dal personale francese impiegato nel controllo del traffico aereo e chiede interventi da parte della Commissione Europea, e con Wizzair che sposta il focus sulle carenze delle strutture ricettive europee. L’operatore ungherese ha recentemente affermato che sta facendo di tutto per risolvere il problema dell’ospitalità dei passeggeri ma molti dei suoi partner esterni non sono in grado di soddisfare tutte le richieste.

Complessa anche la situazione del personale a terra. Nella corsa al recupero dei livelli di traffico pre-pandemia, le compagnie di volo hanno spinto forse troppo sull’acceleratore aumentando il numero di voli e quello di tratte. Il risultato è che gli addetti degli aeroporti si sono trovati con troppi movimenti di persone, merci e bagagli da gestire, aumentando i disagi per i passeggeri.

Altre due cause del problema sono indipendenti dalle politiche delle compagnie o dal loro lavoro. La prima è il perpetrarsi del conflitto russo-ucraino che sta di fatto riducendo lo spazio aereo utilizzabile e di conseguenza a un vero e proprio “sovraffollamento” sulle tratte ancora disponibili in direzione est.

L’altro problema sono le difficili condizioni meteorologiche che si stanno verificando in questo periodo. Temporali e maltempo costringono gli aerei a prendere strade alternative creando traffico ad alta quota e conseguentemente ritardi anche di molte ore.

Le previsioni per i prossimi mesi: altri problemi in vista a causa degli scioperi?

A rendere il quadro descritto ancora più complicato in previsione futura ci sono gli scioperi già indetti dal personale di volo e di terra. Il 5 luglio ci sono state fermate negli aeroporti di Roma Fiumicino, Milano Malpensa, Bologna e Venezia. Il 21 luglio gli scioperi interesseranno gli scali di Milano Linate, Olbia e Bergamo Orio al Serio

E se al momento non ci sono notizie ufficiali di scioperi programmati per agosto, momento clou della stagione, le proteste ripartiranno a settembre. Il giorno 7 si è fermato per 4 ore il personale di Fiumicino. Il giorno 24 si replica con la fermata di 24 del personale Air Dolomiti e di quello dell’aeroporto di Venezia.

 

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