
La storia vissuta da due protagonisti africani
“Sono qui a parlarvi della prova vivente della schiavitù che ancora esiste”, dice il signor Deng.
“Sono nato in un villaggio dove eravamo oggetto di continui attacchi su base mensile da gruppi jihadisti. Le truppe terroristiche sono venute a bruciare i nostri villaggi, e ucciso chiunque avessero trovato. Quando vedo quello che è successo di recente in Israele, dove sono andati a bruciare, violentare, massacrare, e a sparare alla gente, è esattamente quello che ho vissuto quando ero bambino”. Quando a nove anni sono stato rapito dal Sud Sudan e portato al Nord, fui dato in “dono” a una famiglia araba e ridotto in schiavitù per più di tre anni.
Lo stesso è capitato a Charles Jacobs che ora ha contribuito a liberare decine di migliaia di schiavi in Africa e per questo ha ricevuto un premio da Coretta Scott King per il suo lavoro.
“Siamo andati nei luoghi di redenzione degli schiavi e abbiamo parlato con i sopravvissuti che ci hanno raccontatao le loro storie drammatiche di privazioni e schiavitù. Con il nostro impegno siamo riusciti a riportati indietro” racconta.
Oggi, Deng e Jacobs sono cofondatori della neonata African Jewish Alliance, che sensibilizza l’opinione pubblica sulla minaccia rappresentata dal jihadismo.
“Hamas non è diverso da Boko Haram in Nigeria”, dice Jacobs. “E’ un fronte in Israele, ma appartiene a un movimento globale. E la gente deve saperlo”.