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Fdi, Turismo a Ragusa. Vuoto che si riempie con scelte opinabili

Poidomani: "Dopo sei anni di Amministrazione Cassì, siamo fermi al palo"
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“Sono passati quasi sei anni dall’insediamento del sindaco Cassì e, in materia di turismo, il primo cittadino continua a chiedere tempo per una valutazione sul suo operato e sulle strategie messe in campo. Nel frattempo, dal 2018 ad oggi, abbiamo assistito passivamente alla chiusura di due importantissime infrastrutture turistiche site sul territorio di Ragusa quali il Donnafugata Resort e il Club Med con la conseguente perdita di centinaia di posti di lavoro e di un indotto economico di decine di milioni di euro; ad un calo inesorabile delle somme incassate attraverso la tassa di soggiorno nonostante l’aumento del 50% dell’aliquota, il lavoro di recupero delle somme non versate da parte degli uffici e l’estensione dell’imposta anche agli ospiti delle locazioni turistiche; ad un dispendioso Piano strategico del turismo rimasto ancora su carta; a una nomina di una serie di esperti a pagamento più o meno titolati; e ad un gran numero di promesse che hanno ben poco di concreto e che sanno tanto di un atto di fede”. E’ quanto afferma il coordinatore cittadino di Fratelli d’Italia a Ragusa, Luca Poidomani, che, assieme ai componenti del coordinamento, ha analizzato quanto sta accadendo in queste ultime settimane con riferimento a un comparto di valenza cruciale.

“Alcune riflessioni – aggiunge Poidomani – sorgono spontanee alla luce delle ultime dichiarazioni del sindaco sull’andamento della stagione turistica 2023. I dati forniti, frutto di un raffronto tra i numeri del Touristat relativi alle presenze del 2019 con quelli dell’anno appena trascorso, sono apparsi subito privi di un qualsiasi fondamento scientifico, in quanto il Touristat è entrato pienamente a regime solo a partire dal 2023. Pertanto, un primo rilievo è che od oggi non si ha una visione reale, attuale e rigorosa dell’andamento dei flussi turistici. Sorge spontaneo, allora, chiedersi, data questa fondamentale carenza, come sia stato possibile costruire un Piano strategico del turismo che non parta da una esatta e scientifica conoscenza di tali dati; e, conseguentemente, se abbia un senso la “messa a terra” del suddetto piano che i nuovi esperti del sindaco dovrebbero realizzare”. “Una seconda riflessione – continua il coordinatore cittadino di FdI – riguarda gli effetti potenziali di certe affermazioni: sostenere, come ha fatto diciamo con superficialità Cassì, che i flussi turistici siano in linea con quelli prepandemia nonostante la chiusura del Club Med, vuol dire creare un falso affidamento da parte dei cittadini e delle aziende i quali potrebbero, sulla base delle informazioni ricevute, decidere di mettersi in gioco ed investire nel settore turistico senza poi ottenere i risultati preventivati nei loro business plan. Una terza ed ultima riflessione riguarda l’assoluta mancanza di concretezza programmatica che parte, come evidenziato, dalla fallace analisi dei dati e che si concretizza in un errato approccio metodologico frutto di una confusionaria commistione tra obiettivi cui deve mirare la Pubblica amministrazione con quelli cui devono mirare i privati, e, nell’ambito più strettamente pubblico, da una ancora più confusionaria commistione degli obiettivi che un Comune può cercare di raggiungere con le sue competenze e le sue risorse con quelli di pertinenza di altri enti territoriali. Ad oggi l’operato di Cassì in materia di turismo è fallimentare e dimostra quanto sia stata inadeguata e infausta per la nostra città la scelta di mantenere per sé tale delega. Il turismo è un settore chiave per lo sviluppo economico della nostra città, in esso tanti concittadini ripongono le loro speranze. Non è ammissibile che il sindaco perseveri, forse per un suo capriccio personale, in azioni che non stanno portando a nulla di buono. D’altro canto, a testimonianza di ciò, l’incontro avviato ieri con gli operatori del settore: da una parte è auspicabile ma dall’altra rende chiaro il senso del vuoto totale su cui si è viaggiato, visto che non c’è stata e non c’è alcuna programmazione e piuttosto si cerca di carpire queste idee dagli stessi operatori”.

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