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Operativo il tribunale ecclesiastico di Ragusa

Il vescovo: «Risplenda la bellezza della Chiesa»
Tempo di lettura: 2 minuti

Con il giuramento e la professione di fede delle operatrici e degli operatori è divenuto pienamente operativo il Tribunale Ecclesiastico Diocesano di Ragusa, istituito con un decreto della Segnatura Apostolica del 9 novembre 2022. Il giuramento è avvenuto nella Cappella del Vescovado, nelle mani del vescovo, monsignor Giuseppe La Placa, nella sua qualità di moderatore del Tribunale ecclesiastico. Per la Diocesi di Ragusa è un momento storico.

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Monsignor Giuseppe La Placa, ha ricordato alle operatrici e agli operatori che presteranno servizio al Tribunale Diocesano Ecclesiastico di Ragusa il ruolo di grande responsabilità loro affidato esortandoli ad accogliere ogni persona con carità e misericordia. Il vicario giudiziario, il sacerdote Maurizio Di Maria, al quale compete la responsabilità della conduzione del Tribunale, ha invece sottolineato come «ogni cosa bella sia opera di tutti» e come il Tribunale Ecclesiastico Diocesano sia chiamato a «far risplendere la bellezza della Chiesa». Monsignor Giuseppe La Placa ha ricordato che «l’implicazione più importate di questo nuovo assetto riguarda la possibilità di trattare direttamente le cause di nullità matrimoniale». E’, ha aggiunto il vescovo di Ragusa, «una tappa molto importate e per moti versi storica per la vita e l’operato del nostro Tribunale Ecclesiastico e, in ultima analisi, della Diocesi».

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2 commenti su “Operativo il tribunale ecclesiastico di Ragusa”

  1. Tonino Spinello

    “Non osi separare ciò che Dio unisce”! Dicevate…….
    Con questa frase i vostri tribunali inquisitori scomunicavano un cristiano anche se credente. Non potevi comunicarti col Signore e non potevi partecipare e tutte le attività religiose in quanto incensato come peccatore.
    Oggi questo tribunale farà “risplendere la bellezza della chiesa”.
    Dove sta il bello nel “benedire” il fallimento di un matrimonio?
    Mi fermo qui!

  2. Nell’epoca del tutto e subito e dell’usa e getta è molto difficile concepire leggi e regole, che non siano legate alla sperimentazione di nuovi piaceri e svaghi . L’amore di coppia che conduce all’amore sponsale per i cattolici é sacro. Il matrimonio è il sacramento che non implica solo una solenne promessa reciproca innanzi a Dio, ma una ferma volontà di comunione perfetta , nell’amore reciproco , nello spendersi responsabile educando e dando ai figli il necessario, nell’oblazione quotidiana verso Dio e il prossimo, esso è in sostanza un cammino di santificazione. I sacramenti per essere efficaci e validi, devono essere ricevuti , con le giuste predisposizioni e bisogna soddisfare a certi requisiti. Nel caso della confessione, per esempio, non bisogna nascondere un peccato consapevolmente e per vergogna ; bisogna essere pentiti, con il dolore dei peccati commessi e il proponimento di non più commetterli, in caso contrario la confessione è nulla. Ebbene il tribunale ecclesiastico diocesano si occupa di verificare la validità o meno di certi matrimoni arrivati al capolinea sancendone la nullità e lasciando liberi i contraenti di risposarsi. Dunque la vera e unica chiesa universale che sgorga dal vangelo, non ammette la fine del matrimonio se non con la morte di uno dei contraenti, ” l’uomo non separi ciò che Dio ha unito, il matrimonio cattolico pertanto è per tutta la vita terrena. L’amore sponsale è sacro, serissimo, da non potersi recidere, il cattolico che si sposa in chiesa lo sa e lo deve sapere, non è una semplice usanza. Ma può non esserci mai stato se gli sposi erano immaturi o si erano dovuti sposare per una gravidanza e evitare la riprovazione. per imposizione dei genitori e in tutte le situazioni di mancanza di vero amore o nella inconsapevolezza del significato del sacramento o nella impossibilità della comunione corporale . “Il cielo e la terra passeranno ma le mie parole non passeranno”, gli apostoli del Signore devono annunziare e portare sempre lo stesso vangelo, ma tenendo conto dei tempi che cambiano. Pace e bene, Fra Modestino dei frati minori, cappuccino.

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