Il regno dell’ambiguo… di Lucia Cascone

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In questa Città di santi e buone persone mi sorge un dubbio: troverò un Sindaco?  C’è chi cerca un uomo tutta la vita e c’è chi come me, è alla ricerca di un Sindaco, né azzurro né rosa, ma con una identità politica e una formazione amministrativa certa. Mi risulta incredibile la quantità di movimenti civici che si propongono per le prossime elezioni, se ci fosse mio nonno direbbe che sono come le squadre di calcio, tutti rincorrono un pallone chiamato Comune di Ragusa per il potere. Però se nel calcio, bisogna essere bravi giocatori, in questa Città basta essere nuovi, né di destra né di sinistra, con un bel fisico che non guasta mai, e non importa se di politica si capisce come io non capisco di fisica quantistica. Ad esempio sarebbe molto grazioso sapere se a quale ideologia o identità fanno riferimento  i movimenti presenti e futuri.  Mi spiego: tutti sono uguali, tutti ricercano idee, tutti sono non politici o politici nuovi senza ideologia, Tutti sono pieni di buone intenzioni. Peccato che le intenzioni sono effimere se non sono supportate da una visione di città basata su una identità certa. Io domando, ma davvero si può credere che la gente si riunisca in un movimento politico senza alcuna ideologia? Non sarà che si preferisce raccontare di non essere né di destra né di sinistra per prendere una maggiore quantità di voti o un voto più generalista? Non è forse l’epoca del furbacchione politico? Perché non fondare un leale movimento di furbacchioni? Per non parlare degli innumerevoli movimenti politici che si occupano, per esistere sulla scena preelettorale, di scrivere comunicati stampa. E che aggiungono una confusione che genera una ambiguita. “Una società ambigua genera una ideologia ambigua” dice Roland Barthes.  Da quattro anni sono in posizione critica con l’attuale amministrazione in tema di cultura. Ora alla critica in trincea, mi rimane la rassegnazione di una amministrazione troppo lontana dalla idea popolare di una cultura che costruisce identità. L’unica identità ad oggi è quella del Castello, come una pillola, mattina, mezzogiorno e sera. Mi potreste spiegare a me e ai cittadini quali sono le vostre idee? Potreste dirci da che punto di vista guardate lo sviluppo della città? Comune o privatistico? Così per farci un’idea! E incredibile come nel 2022 l’uomo si inganni credendo di poter fare politica senza identità. E’ come nascere e restare senza un nome e un cognome per la vita. Il fu Mattia Pascal di Pirandello spiega come l’identità e la sua mancanza siano un problema. La politica senza identità diventa un gioco di ipocrisia. Un po’ come lo sbaglio dell’operaio che vota a destra. La politica è l’arte del possibile, ma non del “tutti” possibilmente in politica. La politica dovrebbe avere l’obbligo etico di raccontare e di differenziare i suoi ricorsi e il suo programma sulla base di idee che appartengono ad una visione di città, inclusiva o esclusiva  non  solo a un slogan di marketing politico. In questa atmosfera di abulia ideologica sembrano radicali coloro che abbracciano una identità concreta,  paradossalmente al Governo Nazionale abbiamo Giorgia Meloni con la sua destra sovranista e Giuseppe Conte ha risuscitato il M5S per avergli dato una identità, l’unica che non era ben rappresentata, quella di sinistra. Definirsi in politica è fondamentale perché il rischio di non assumere un’ identità è quello di essere nulla.

Lucia Cascone

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