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Kazakistan: Incontro internazionale (Russia, Iran, Turchia) sulla Siria

Tempo di lettura: 2 minuti

di Giannino Ruzza

Russia, Iran e Turchia si sono espresse per continuare a lavorare insieme per combattere il terrorismo in Siria. Una dichiarazione annunciata dai rappresentanti delle tre nazioni in occasione del 18° incontro internazionale dell’Astana Format sulla Siria. Da Nur-Sultan (il nuovo nome della capitale kazaka, a suo tempo chiamata Astana), i tre Paesi garanti hanno espresso la loro determinazione a continuare a lavorare per combattere il terrorismo in tutte le sue forme e “opporsi alle agende separatiste volte a minare il sovranità e integrità territoriale della Siria, oltre a minacciare la sicurezza nazionale dei paesi vicini, anche attraverso attacchi e infiltrazioni transfrontaliere”. In tal senso, Mosca, Teheran e Ankara, in una dichiarazione congiunta “hanno condannato l’aumento della presenza e delle attività di gruppi terroristici e affiliati sotto diversi nomi in varie parti della Siria, compresi gli attacchi a strutture civili con conseguente perdita di vite innocenti. I tre paesi hanno elogiato quello che hanno definito l’importante ruolo del Comitato costituzionale e “hanno riaffermato la loro determinazione a sostenere il lavoro del Comitato attraverso la continua interazione con i partiti siriani”. Il Comitato delle Nazioni Unite attraverso il Segretario generale e inviato speciale delle Nazioni Unite per la Siria”. Geir O. Pedersen, ha il compito di redigere una nuova Costituzione per il Paese, vittima della guerra e dell’intervento straniero sin dai tempi della presidenza americana di Barack Obama. I garanti, inoltre, “hanno invitato la comunità internazionale, le Nazioni Unite, a migliorare la loro assistenza in tutta la Siria attraverso progetti di resilienza e di pronta ripresa, compreso il ripristino delle risorse infrastrutturali di base: approvvigionamento idrico, energetico, scuole e ospedali. La dichiarazione mette in evidenza il rifiuto da parte dei tre paesi di “tutte le sanzioni unilaterali, che contravvengono al diritto internazionale, al diritto umanitario internazionale e alla Carta delle Nazioni Unite” senza discriminazione, politicizzazione e presupposti vari”. Collateralmente, è emerso che l’inviato speciale russo per la Siria, Alexander Lavrentiev, ha affermato che il suo paese esorta la Turchia a desistere dal condurre operazioni militari nel nord della Siria, sottolineando che continuerà a monitorare la situazione. Secondo il rappresentante russo, Ankara non risolverà completamente i suoi problemi di sicurezza nazionale conducendo una nuova operazione militare nel nord della Siria.

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