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 I buoni proponimenti dell’Onu per il 2022… l’opinione di Rita Faletti

Tempo di lettura: 3 minuti

Ci vuole un organismo mondiale autorevole e imparziale a stigmatizzare le violazioni  dei diritti umani, e ci vuole una consolidata ipocrisia degli Stati e l’ignavia delle opinioni pubbliche ad accettare delle non verità. Campione di faziosità e con una credibilità prossima allo zero, l’Onu, nato nel 1946 per difendere la giustizia, l’equità e i diritti umani, è l’incarnazione di un gigantesco imbroglio, non difficile da smascherare e confermato dal fatto che è privo di un’autonomia reale. L’Onu è, infatti, una declinazione della geopolitica mondiale all’interno del Palazzo di Vetro e si muove in conformità con essa. Muoversi è una parola grossa, se riferita all’obiettivo principale che si è dato, la pace, rispetto all’impegno e all’efficacia con cui lo persegue. Diciamo piuttosto che oscilla all’infinito come un pendolo: da destra a sinistra e da sinistra a destra, dalla condanna scontata dell’unico Stato ebraico al mondo, al silenzio e all’inazione altrettanto scontati di fronte ai crimini contro l’umanità, perpetrati in modo sistematico e massiccio in diversi Paesi. Cina, R.D. del Congo, Sudan, Siria, Afghanistan, Myanmar sono solo alcuni di questi. La disproporzione di trattamento colpisce chi conosce i fatti essendone testimone, fatti ignorati da chi crede alle narrazioni mainstream, fatti considerati un fastidioso inciampo dai corsari del politicamente corretto. Eppure, la storia è  vecchia di decenni: le Nazioni Unite hanno assegnato a Israele il primo posto nella classifica degli Stati criminali. Che significa più o meno questo: vietato difendere il territorio e i propri civili dagli attacchi terroristici e da missili e razzi. Quindi, sia fatta la volontà di Hamas, che, nella propria costituzione, ha scritto che Israele deve essere distrutta. Con il nuovo anno, la ignobile organizzazione onusiana, ha stabilito che un unico paese merita di essere oggetto di un’indagine “a tempo indeterminato”: una “commissione d’inchiesta” permanente monitorerà e riferirà sulle violazioni dei diritti in Israele, a Gaza e in Cisgiordania. Eppure, è curioso che nello stesso giorno in cui si inaspriva la mania persecutoria dell’Onu contro Israele, il Palestine Atlas Center for Studies and Research rilevava che il 45% dei palestinesi intervistati ritiene l’Autorità Palestinese responsabile delle crisi irrisolte nella striscia di Gaza, il 25% ritiene responsabile Hamas, solo il 15%  incolpa Israele e il 7% l’Egitto. I palestinesi hanno capito che i loro capi terroristi hanno sempre utilizzato centinaia di milioni di dollari di aiuti esteri non per costruire scuole e ospedali, ma tunnel e fabbriche di bombe. Hanno letto statistiche che dicono che l’esercito israeliano, in tempo di guerra, causa il più basso numero di vittime civili di qualsiasi esercito al mondo, sanno che Israele non è uno stato di apartheid, come i suoi odiatori vorrebbero. E’ onesto definire Israele Stato di apartheid se i giudici della Corte suprema israeliana sono musulmani, se il 40% dei suoi medici non è composto da ebrei, ma da arabi e musulmani, se il presidente della più grande banca israeliana è un arabo? L’odio è odio, il complottismo è complottismo, e le ragioni, quando non sono politiche, vanno ricercate nei disturbi della psiche e nell’ignoranza, una tempesta perfetta che scuote l’occidente. Nel mondo arabo, invece, qualcosa sta cambiando e bisogna riconoscerne il merito al presidente più schizzato che gli Stati Uniti abbiano avuto. Trump, promotore e firmatario degli Accordi di Abramo, ha creato le condizioni perché lo stato ebraico avesse il riconoscimento del mondo arabo sunnita. Le monarchie del Golfo hanno smesso di essere pregiudizialmente ostili a Israele: Barhain e Emirati Arabi hanno aperto il dialogo con il piccolo stato ebraico, dopo Egitto e Giordania, e intendono collaborare per lo sviluppo dell’intera regione. E’ la premessa per un’importante svolta storica che si completerebbe se anche l’Arabia Saudita decidesse di aderire agli Accordi. Il principe Mohammad Bin Salman è favorevole. Israele non guarda più a ovest, dove gli alleati europei si sono dimostrati amici titubanti e sleali. In quanto all’Onu, sono dell’idea che andrebbe istituita una commissione d’inchiesta che indagasse sul suo operato.

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2 commenti su “ I buoni proponimenti dell’Onu per il 2022… l’opinione di Rita Faletti”

  1. A parte l’Onu che è un carrozzone mangiasoldi ove tutti si girano dall’altra parte perché intenti a mangiare ed abbuffarsi e non fanno niente per non perdere il morso di bocca.
    A parte che non sappiamo cosa succede nel retrobottega del Mossad, Cia, Kgb ecc. A parte che l’uomo di Microsoft (Bill il grande) è amico intimo di Jeffrey Epstein miliardario pedofilo a servizio del Mossad che di recente ha detto in un articolo e senza mezzi termini che le èlite globali hanno fallito. L’operazione terroristica del coronavirus non è riuscita a portare a compimento di un Levitano globale cosi come auspicavano le grandi famiglie di illuminati, quali i Rockefeller o i Rothschild. Bill Gates ha dichiarato che la pandemia nel 2022 finirà. Ma ha posto altri problemi, tipo il mantenimento delle democrazie, facendo intendere che potrebbero trasformarsi creando altre crisi “artificiali”. Su questo gli amici del gruppo Davos, sono brillanti.
    Bene, la pandemia finisce perché i popoli ormai non hanno più fiducia nei loro governi, ma visto che con la pandemia abbiamo fallito, l’alternativa potrebbe essere la causa religiosa, o forse un’amicizia leale che se i Rothschild (ebrei) benedicono e tendono la mano ai Fratelli Musulmani, allora la trasformazione del popolo Europeo è imminente e gli equilibri mondiali saranno messi in discussione. L’Europa dei sogni è in grado di difendere secoli di culture e soprattutto le nostre libertà? Il discorso da fare e la premessa per spiegare quanto detto è troppo lungo, ma sono sicuro che man mano ci diremo le cose non dette e molti capiranno.
    Le commissioni d’inchiesta spesso sono controllate proprio da loro, quindi inutili, la mia idea a questo punto è che dovrebbero essere il tribunale dell’Aia a nominare gli inquirenti al di sopra di interessi personali, religiosi, o politici. Non è facile, ma possibile!

  2. Quello che segue non è un mio commento all’articolo di Rita Faletti, ma bensì di “Gino” che l’aveva postato erroneamente nell’articolo che riguardava: Modica, nuova corsa all’Hub vaccinale..

    “Alla fine della seconda guerra mondiale, per quello che avevano subito gli Ebrei, gli assegnarono un territorio, poteva essere in uno Stato Europeo? Nooo!! Hanno trovato uno Stato debole, la Palestina. I Palestinesi naturalmente si sono ribellati, ma nessuno li ascoltava. Allora sono passati alle maniere forti. Ecco che allora sono stati definiti “terroristi”. E gli Usa che hanno lasciato l’Afghanistan nel disastro cosa sono? Nei paesi cosidetti democratici se uno si ribella al sistema, al marciume che ormai seppellisce i cittadini onesti, si diventa o fuorilegge, o terrorista. Così sta diventando pure un semplice commento. Uno se si lamenta giustamente per il marciume che c’è ovunque……magari ci sono persone a cui da fastidio. Forse perché lui magari ha il carbone bagnato. Comunque io personalmente ringrazio questa redazione, perché da la possibilità a tutti di esprimere le proprie idee. Tornando ai Palestinesi, magari qualcuno dice, ma sono stati i nazisti a fare…. Si vero! Ma non dimenticate che nazioni europee Italia compresa, esempio la Strage di Sant’Anna di Stazzema. hanno protetto gerarchi nazisti per decenni. Addirittura hanno ostacolato il Mossad a trovare questi criminali. Esprimere il proprio pensiero libero, è sempre costruttivo ovunque. Se a me non piace un libro, provo a leggerlo comunque. E trovo sempre cose da imparare”.

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