Honduras. Xiomara Castro è il primo presidente donna del Paese

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Cambia lo scenario politico in Honduras dopo il voto di domenica. Nonostante lo spoglio sia ancora in corso, possiamo confermare che la 62enne Xiomara Castro de Zelaya leader del Partito Libertà e Rifondazione (LIBRE), moglie dell’ex presidente Manuel Zelaya che fu oggetto di un colpo di stato nel 2009, sarà il primo presidente donna del Paese centroamericano. Sono oltre venti i punti di scarto in suo favore nei confronti del rivale politico Nasry Asfura del Partito Nazionale, quando sono state scrutinate quasi il 60 per cento delle schede elettorali. Storica anche l’affluenza, con il 62 per cento di honduregni che si sono recati ai seggi. La Castro succede al controverso ex presidente Juan Orlando Hernadez, che ha governato per due mandati consecutivi. Va sottolineato che nel 2019 nel corso della sua amministrazione, suo fratello Antonio “Toni” Hernández, è stato arrestato per i suoi legami con la criminalità organizzata (il cosiddetto cartello “Los Cachiros”).  Accusato e condannato per traffico di droga dall’ufficio del procuratore distrettuale di New York, sta scontando una lunga condanna nella stessa prigione in cui sono rinchiusi altri narcotrafficanti latinoamericani, tra cui i soci in affari, come Joaquín el “Chapo” Guzmán, capo del cosiddetto cartello di Sinaloa, e Genaro García Luna, ex segretario alla Sicurezza dell’ex presidente messicano conservatore, Felipe Calderon Hinojosa. Ciò che accomuna Toni Fernandez e Hinojosa è che sono stati accusati di aver dato vita a una sorta di “narco-stati” in Messico e Honduras. Chiusa questa  parentesi di cronaca nera, non solo nella capitale Tegucigalpa già dalla scorsa notte sono in corso fuochi d’artificio, con carovane di sostenitori della Castro che stanno percorrendo a suon di clacson le strade in diverse città del paese centroamericano. Nelle sue prime dichiarazioni, la Castro ha annunciato che formerà un governo di riconciliazione nazionale e lavorerà per costruire una vera democrazia partecipativa nel Paese centroamericano. La socialista ha affermato che la sua vittoria virtuale pone fine all’autoritarismo e garantisce giustizia e stabilità in Honduras. “Nessuno abuserà più del potere in questo Paese” ha concluso.

 

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