Territorio Ragusa sul bilancio delle attività culturali 2021

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Sindaco e assessore alla cultura hanno tracciato unilateralmente un bilancio delle attività culturali del 2021

Elisa Marino, responsabile scuola e cultura del Movimento Territorio, fa le sue valutazioni sulla nota dell’amministrazione comunale di Ragusa in merito al bilancio ‘culturale’ della stagione appena passata, valutazioni condivise con l’Esecutivo di Segreteria del movimento, nel corso dell’ultima riunione.

“Il sindaco Peppe Cassì e l’assessore alla cultura Clorinda Arezzo hanno diffuso una nota per stilare un bilancio sulle attività promosse nel periodo giugno – ottobre dai tre nuovi poli culturali avviati dall’ Amministrazione comunale. Non si può parlare di un vero e proprio progetto culturale dell’amministrazione, perché derivante, in massima parte, da contributi esterni che l’assessore alla cultura ha solo scelto sulla base delle istanze presentate.
Non c’è, infatti un preventivo programma dell’amministrazione, come per gli eventi estivi e come sarà per quelli di Natale ci si muove esaminando le proposte, concedendo solo simbolici patrocini, o minimi contributi a eventi culturali di spessore, come quelli organizzati dal Teatro Donnafugata o dalla Compagnia Godot.
Il vero progetto culturale della città lo fanno queste organizzazioni e queste compagnie teatrali, come anche il Teatro della Badia e come la Rassegna Teatro in primo piano, che, di fatto, costituiscono l’ossatura degli eventi culturali della città, assieme agli appuntamenti di vario genere, mostre, conferenze, presentazioni.
Vorremmo che l’assessore, raro esempio di competenze specifiche per la delega che detiene, mettesse a frutto la “sua” cultura per affermare un progetto culturale che si possa dire dell’amministrazione.
Che poi il progetto culturale possa essere più o meno condiviso, è nell’ordine delle cose e va ad ascriversi nel bilancio generale di una amministrazione, che potrà essere giudicato al prossimo appuntamento elettorale.

La nota di sindaco e assessore si incentra su tre poli culturali e sulle attività in essi sviluppate: non si parla di musei cittadini, chiusi e da aprire, non c’è nessun riferimento al riconoscimento UNESCO, non si cita nemmeno il progetto dell’Ecomuseo, fermo in maniera preoccupante, non si citano i siti archeologici, né quelli storici della città, nessun cenno alla parte culturale, forse inesistente, dell’Estate iblea.
La cultura viene vista quasi come strumento per fare cassetta o per funzionalizzare siti appositamente allestiti per eventi e manifestazioni.
Sindaco e assessore parlano appunto di percorso di rigenerazione di luoghi di grande pregio per farne contenitori culturali, strategico per la valorizzazione del nostro territorio e in particolare del centro storico.
Si parla solo di allestimenti, come quelli che verranno, del teatro Marino e del Museo del tempo contadino, la cultura deve ancora arrivare, si preannuncia un “apposito progetto culturale” che verrà, ma è troppo poco dopo tre anni e mezzo di amministrazione, che diventeranno quattro alla fine della stagione che va a iniziare.
A rafforzare la tesi che non c’è un vero e proprio progetto culturale, il passaggio sugli interventi migliorativi in alcuni siti, il ripristino in atto degli antichi percorsi di accesso alle Latomie, l’applicazione delle misure 7.5 (bistrot, bookshop e infopoint) e 6.7.1 (risistemazione tetti e infissi, restauro fontane parco, torre belvedere, sistemazione cortili aperti, sistemazione ex-teatrino) di Agenda Urbana per Donnafugata, la realizzazione della sala insonorizzata al Centro Commerciale Culturale: tutti interventi strategici, di indiscutibile valenza e importanza, ma non è progetto culturale.

I numeri forniti non sono poi esplosivi, alle Latomie di Cava Gonfalone 1.700 i visitatori complessivi, di cui 1.234 relativi alle visite guidate (spalmati su 4 giorni settimanali, per un totale di 75 giornate) e circa 500 presenze relative al festival “Echi in Grotta” e allo spettacolo di Arturo Brachetti all’interno del festival “Dietro il sipario” a cura dell’ass. Donnafugata 2000.
Qualitativamente da considerare le visite teatralizzate, quali “I racconti di Giufà” e “Colapesce” e gli eventi musicali con il Maestro Maurizio Simeoli, flautista di livello internazionale.

Il Museo del Costume e il Castello di Donnafugata sono ormai da considerarsi come i film di Natale, grandi incassi, tenuto conto che questa amministrazione ha fatto poco per valorizzare il Mudeco e il Castello, avvolto, quest’ultimo da sempiterni progetti che aspettano finanziamenti esterni invece di mettere a frutto gli incassi.
Considerevole l’iniziativa “Vivere il parco”, circa 3.000 presenze, ma anche questa frutto di un bando di Fondazione Sicilia, che, fra l’altro, consentirà, cosa attesa da anni, il restauro del parterre alla francese del parco.

Da ultimo, il Centro Commerciale Culturale che ha cucinato cultura, senza un filo conduttore, mettendo insieme arti e generi diversi, un’importante scommessa nella riqualificazione e rifunzionalizzazione del centro storico di Ragusa che ha dato riscontri in termini di presenza ma scarsamente efficace per il risveglio del centro storico nella sua globalità
Certo i numeri sono ragguardevoli, 160 eventi tra cui: 28 presentazioni di libri, 42 fra riunioni e convegni, 19 fra concerti e prove, 18 proiezioni su grande schermo, 4 eventi teatrali, 27 altre attività (laboratori, consegna borse di studio, sfilata, attività ludico-motorie), 22 giorni dedicati a manifestazioni (A tutto Volume, Giornata dedicata a Maria Occhipinti, Liberi a Ragusa, Conversazioni d’autore), un importante luogo di aggregazione ma non un vero e proprio bacino culturale.
Il progetto culturale, quello vero, deve ancora arrivare.

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