Giro d’Italia 2022, info sulle tappe dell’evento

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Prende forma uno degli eventi ciclistici più importanti al mondo, ovvero Il Giro d’Italia. Quest’edizione avrà una caratteristica: partirà dall’Ungheria, con tre tappe, dal 6 all’8 maggio. Il 105° Giro d’Italia sarà tra i più inclusivi di sempre, in quanto ripartirà da Avola, all’estremo sud della Sicilia, e risalirà la penisola bagnandosi nel Tirreno e nell’Adriatico, cavalcando gli Appennini e percorrendo l’arco alpino al completo, da ovest ad est. A parte la Sardegna e Puglia, Lazio e Toscana (sfiorate), non c’è regione che dal 6 al 29 maggio non verrà toccata dalla corsa rosa. Inoltre tornano grandi città come Catania, Napoli, Torino, Genova, sedi d’arrivo di tappe mai banali. Gli esperti di 123 scommesse sono convinti che sarà una delle edizioni più belle e avvincenti mai corse fino a questo momento.

Le tappe per i velocisti

Il Giro d’Italia 2022 prende forma.Svelate le frazioni riservate alle ruote veloci, che mai come nella prossima edizione avranno diverse chance per provare a portare le varie tappe a casa.

Budapest-Visegrad (195 km)

Una tappa adatta agli Sprinter sì, ma con una buona resistenza sugli strappi. Importante sarà fare molta attenzione al finale nel centro di Visegard, con 5 km con 5% di pendenza e potrebbe tagliare fuori i velocisti puri, tagliandoli fuori dalla maglia rosa.

Kaposvar-Balatonfured (201 km)

Frazione pianeggiante, ma che presenta alcuni saliscendi di origine vulcanica che potranno creare dei problemi ai corridori. Quando la corsa arriverà nei pressi dell’Abbazia di Tihany, trovero anche un GPM.

Catania-Messina (172 km)

Il percorso di questa frazione ricalca quello visto varie volte nel Giro di Sicilia, con tanto di ascesa (lunga ma pedalabile) verso la cima della Portella Mandrazzi. Se non succederà nulla sull’unica difficoltà di giornata, la volata di gruppo è facilmente prevedibile.

Palmi-Scalea (Riviera dei Cedri) (192 km)

Discorso analogo a quanto detto nella tappa precedente. In particolar modo nella prima parte si preannuncia mossa e nervosa prima di un arrivo velocissimo e, dunque, pericolosissimo.

Santarcangelo di Romagna-Reggio Emilia (201 km)

Frazione lunga ma senza alcuna difficoltà altimetrica attraverso la pianura emiliana, con tanto di passaggio in diverse zone colpite dal sisma del 2012.

Sanremo-Cuneo (157 km)

In una tappa breve si percorre, in senso inverso, il tracciato della Milano-Sanremo 2020, quella disputata curiosamente in estate nell’anno falcidiato dal Covid. Il Colle di Nava non è esattamente una passeggiata ma, essendo collocato nella prima parte della frazione, non dovrebbe riservare brutte sorprese ai velocisti.

Borgo Valsugana-Treviso (146 km)

Ancora minore il cronometraggio di quella che di fatto dovrebbe essere l’ultima volata del Giro 2022.

Le tappe adatte ai Finisseur

Dopo aver visto le tappe per i velocisti, ecco le sei tappe che potrebbero risolversi con attacchi da lontano o con sprint ristretti, quindi adatte ai finisseur. Di seguito i dettagli.

Diamante – Potenza: 198 km, dislivello 4490 m

Tappa molto mossa attraverso le montagne calabro-lucane con un dislivello complessivo degno di una tappa Dolomitica. L’avvio lungo il mare costituisce l’unica parte pianeggiante o quasi. Dopo Maratea la sequenza di asperità, più o meno impegnative, è ininterrotta. Si scala il passo della Colla che porta a Lauria dove si affronta il Monte Sirino, vecchia conoscenza del Giro che lo ritrova dopo 23 anni. Dopo l’attraversamento di Viggiano si scala la Montagna grande di Viggiano, salita inedita molto impegnativa per giungere a Potenza dopo l’ultima salita della Sellata.

Napoli – Napoli (Procida Capitale Italiana della Cultura): 149 km, dislivello 2130 m

Tappa breve e intensa tutta tra il capoluogo campano e la penisola flegrea. Da Napoli la corsa si porta a Bacoli e inizia un circuito impegnativo di circa 19 km tra Bacoli e Monte di Procida da percorrere cinque volte. Al termine dell’ultima tornata si rientra a Napoli dove sul lungomare di via Caracciolo si presenterà probabilmente un gruppo ridotto per la volata finale

PESCARA – JESI 194 km – dislivello 1730 m

Tappa mista con la prima parte pianeggiante e costiera e la seconda ondulata lungo i Muri della zona di Jesi. Dopo Civitanova Marche, infatti, non ci sono evidenti tratti di riposo. Si scalano Civitanova Alta, Sant’Ignazio di Montelupone, Recanati, Filottrano, Santa Maria Nova e Monsano. Tutte salite impegnative, con alcuni tratti molto ripidi, che porteranno a Jesi un gruppetto selezionato per lo sprint finale.

PARMA – GENOVA 186 km – dislivello 2840 m

Tappa di media montagna adatta alle fughe. Prima parte in costante ascesa fino a entrare in Liguria dal passo del Bocco. Veloce discesa su Chiavari e una volta raggiunta la costa iniziano le difficoltà altimetriche maggiori con Ruta affrontata questa volta dal versante di Chiesa Vecchia e soprattutto del Monte Becco, salita inedita molto impegnativa, che collegandosi al Monte Fasce sfoltirà parecchio il gruppetto che si presenterà a Genova per disputarsi la vittoria.

SANTENA – TORINO 153 km – dislivello 3470 m

Tappa breve e molto intensa senza un momento di respiro. Il dislivello complessivo, se rapportato ai chilometri percorsi, è quello di un tappone alpino. I primi dieci chilometri pianeggianti da Santena fino a Chieri sono gli unici senza salita o discesa. Si percorre infatti per due volte e mezza un circuito che prevede la salita al Colle della Maddalena e dopo Moncalieri lo strappo di Santa Brigida. Si passa sulla linea del traguardo alla Gran Madre e si scala la salita di Superga per giungere nuovamente ai piedi della Maddalena e ricominciare. Nel complesso si scaleranno due volte Superga e tre volte la Maddalena e Santa Brigida per un finale molto intenso.

MARANO LAGUNARE – SANTUARIO DI CASTELMONTE 178 km – dislivello 3230 m

Tappa di media montagna con insidie, arrivo in salita e sconfinamento. Partenza da Marano Lagunare per risalire tutta la bassa fino alle colline moreniche udinesi tra Fagagna e Majano. Attraversata Buja si raggiungono le prealpi Giulie con le Grotte di Villanova seguite dal Passo di Tanamea. Ingresso in Slovenia dal valico di Uccea che porta direttamente a Kobarid (notissima in Italia con il nome di Caporetto). Inizia lì una delle salite inedite del Giro 2022: il Monte Kolovrat, 10 km praticamente al 10% (la pendenza si abbassa per un piccolo pianerottolo a metà salita). Lungo falsopiano a scendere per il rientro in Italia e da Cividale del Friuli si attacca la salita che porta al Santuario di Castelmonte che sovrasta il cividalese da quasi 1000 anni.

 

 

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