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Massacri di Sacaba e Senkata: vogliamo i colpevoli

Tempo di lettura: 2 minuti

I rappresentanti del governo boliviano hanno iniziato questo martedì a La Paz capitale della Bolivia, un tavolo di dialogo con i parenti delle vittime dei massacri di Sacaba e Senkata, a conclusione di una camminata di 192 chilometri  per chiedere l’accelerazione del procedimento penale contro i responsabili di quegli eccidi. Il dialogo si svolge presso la sede della Federazione sindacale dei lavoratori minerari della Bolivia con i partecipanti che presenteranno 22 petizioni. Il ministro della Presidenza, María Nela Prada, ha dichiarato ai media locali che non è la prima volta che incontrano le vittime di Sacaba e Senkata. I massacri di Sacaba (Cochabamba) e Senkata (El Alto) si sono verificati rispettivamente il 15 e il 19 novembre 2019, quando le forze militari hanno represso le proteste dei cittadini che si erano opposti al golpe contro l’ex presidente Evo Morales e all’assunzione del potere da parte del governo di Jeanine Añez.

Jeanine Añez, non faceva  prigionieri   

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1 commento su “Massacri di Sacaba e Senkata: vogliamo i colpevoli”

  1. Se questi massacri fossero successi in Israele, apriti cielo, tutto il mondo ci sarebbe crollato addosso!
    Ma siccome sono solo dei miserabili Boliviani, le notizie sono telegrafate, mai amplificate.
    Tutta la mia solidarietà a questo popolo e a tanti altri (vedi Sudan, Congo) invisibili agli occhi del mondo. E’ proprio questo quello che mi fa riflettere ed arrabbiare, le ingiustizie di serie A e di serie B.
    E poi i media mi parlano dell’ Onu come qualcosa di sacro, quasi in odore di Santità! Bah!!!!!

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