PD. Istituto Frazioni a San Giacomo e le preoccupazioni

I genitori attendono i chiarimenti da parte dell'Assessore Iacono
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“Già il 26 agosto, quando fu reso noto il documento dell’istituto Quasimodo, firmato dal dirigente Leonardo Licata, eravamo in condizioni di intervenire, di fare sentire la nostra voce. Non l’abbiamo fatto perché, in quel frangente, dopo un confronto con l’assessore alla Pubblica istruzione del comune di Ragusa, Giovanni Iacono, ci fu assicurato che non ci sarebbe stato alcun problema, soprattutto per i ragazzini della scuola di San Giacomo. Nessun reale accorpamento era in vista”. E’ quanto afferma il capogruppo del Pd al Consiglio comunale, Mario Chiavola, a proposito della ventilata creazione dell’istituto comprensivo “Frazioni” che sta facendo discutere in maniera animata il mondo scolastico cittadino. “Non avevamo motivo di ritenere – chiarisce Chiavola – che Iacono ci avesse detto una cosa per un’altra. Per cui, sicuri della posizione espressa dal rappresentante dell’Amministrazione Cassì su un argomento così delicato, abbiamo ritenuto opportuno restare fermi, attendendo che qualcosa accadesse. Ora, però, dopo avere letto dalla stampa le parole dello stesso assessore Iacono che, in risposta a Ragusa Prossima, ha affermato, tra l’altro, che sulla questione il confronto è ancora aperto, ci chiediamo se dobbiamo cominciare a manifestare un certo timore. I genitori di San Giacomo sono tutti sul piede di guerra e si sono fidati delle rassicurazioni loro fornite, attraverso il sottoscritto, legate alla presa di posizione di Iacono durante un colloquio privato che abbiamo avuto sulla vicenda. Non vorremmo che, ora, tutto venisse rivisto, ragione per cui non potremmo non fare sentire, e in maniera forte, la nostra voce. E’ il motivo per cui chiediamo pubblicamente, all’assessore Iacono, di prendere posizione e di rassicurare il mondo scolastico di San Giacomo e delle altre frazioni interessate. Riteniamo che sia necessario fare al più presto chiarezza. Anche rispetto al fatto che ci sono bambini che devono percorrere, ogni giorno, fino a un chilometro e mezzo di strada a piedi. Una questione tuttora irrisolta e su cui è necessario puntare di nuovo i riflettori”.

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