Cgil Ragusa. Stato di salute della ferrovia in provincia

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La situazione delle infrastrutture stradali e dei trasporti nella nostra provincia è storicamente caratterizzata da una dotazione minima e obsoleta soprattutto per ciò che concerne i collegamenti ferroviari.
Per questo lo scorso 5 agosto si è svolto un incontro all’assessorato regionale alle infrastrutture per discutere il merito di alcune proposte elaborate dalla CGIL regionale assieme ai territori relativamente alla rete di collegamenti ferroviari. La nostra provincia è, come quasi tutto il resto della Sicilia, dotata di una rete ferroviaria ormai obsoleta, in quanto ancora non elettrificata e a binario unico.
Ciò comporta di fatto un isolamento del territorio rispetto alle grandi città dell’isola e altre province. Il tema del trasporto ferroviario è sempre più attuale e strategico soprattutto in riferimento alla necessità di abbassare i livelli di impatto ambientale delle attività dei traporti di persone e merci. In quest’ottica lo sviluppo di una rete di collegamenti ferroviari dentro la regione risulta essere strategico anche per la necessità di infrastrutturare i territori in relazione alla proprie vocazioni socio economiche.
Tra queste necessità risulta prioritaria la realizzazione di collegamenti intermodali capaci di attrarre flessi turistici da tutto il mondo, viste le grandi potenzialità del settore.
Nonostante il nostro grande patrimonio storico, monumentale ed ambientale è tutt’oggi difficile per i viaggiatori raggiungere alcuni importanti territori precludendo la possibilità di uno sviluppo del settore turistico proiettato nel mondo.
Nell’incontro con l’Assessore Falcone, afferma il Segretario Provinciale della CGIL Ragusa Giuseppe Scifo,  si è discusso dei progetti in cantiere a livello regionale, alcuni già in fase di realizzazione altri invece ad uno stato di progettazione avanzata. Il Piano di Sviluppo della rete ferroviaria in Sicilia prevede la messa in opera di interventi in grado di realizzare collegamenti tra Ragusa e i principali capoluoghi dell’Isola con un abbattimento sostanziale dei tempi di percorrenza. Attraverso gli interventi previsti nel Piano lo scenario che si verrebbe a determinare sarebbe il seguente

Collegamento Tempi di percorrenza attuali Tempi di percorrenza con il nuovo Piano
Ragusa – Catania 3 ore e 40 minuti 1 ora e 30 minuti
Ragusa – Messina 5 ore 10 minuti 2 ore e 30 minuti
Ragusa – Palermo 5 ore e 25 minuti 3 ore e 15 minuti
Ragusa – Enna 4 ore 5 minuti 1 ora e 40 minuti

La realizzazione del Piano di Sviluppo per il raggiungimento degli obiettivi di abbattimento dei tempi di percorrenza è possibile attraverso la realizzazione di nuovi tratti di linea ferroviaria e anche attraverso gli interventi di elettrificazione della rete con il “Piano di Elettrificazione della rete siciliana”. In Italia ci sono 5000 Km di rete ferroviaria non elettrificata su un totale di 16.800 Km. In Sicilia su 1369 Km di rete ferroviaria un po’ più della metà risulta elettrificata cioè 791 Km.
Un ulteriore elemento positivo del Piano sarebbe la possibilità di collegare gli Aeroporti di Comiso e Trapani alla rete ferroviaria in quanto queste strutture si trovano in posizione molto prossima alle infrastrutture ferroviarie già esistenti.
La realizzazione del Piano, prosegue Scifo, richiede un investimento di risorse pari a circa 6 mld di euro ed è chiaro che buona parte delle risorse dovranno far capo al PNRR, così come è altrettanto importante, oltre alle risorse, il problema dei tempi di realizzazione che non potranno durare, com’è nella storia siciliana, per decenni. Per la CGIL, che da anni ha creduto fortemente nella necessità di sviluppare il settore ferroviario in Sicilia, l’esistenza di un Piano che va in questa direzione è importante.
Occorre l’impegno sinergico tra istituzioni, parti sociali, affinché il Piano di Sviluppo della rete ferroviaria in Sicilia diventi realtà. E per questo è importante discutere della governce all’interno del PNRR affinché l’impiego delle risorse possa risultare il processo di un confronto con i territori che però dovranno organizzarsi per affermare il proprio ruolo con le competenze ed una visione del futuro per le nuove generazioni.

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